Eppure cadiamo felici

image_bookFra le diverse letture di questo caldo agosto, lascerà un buon ricordo “Eppure cadiamo felici” di Enrico Galiano, storia di una diciassettenne alle prese con se stessa (e con l’amore), di un ragazzo misterioso, restio a mostrarsi di giorno, e di un gruppo di adulti tra cui spicca un prof di filosofia sui generis e mai banale.

Un tocco autobiografico dell’autore, anch’egli insegnante di liceo? Certamente una bella incursione nel mondo degli adolescenti, generalmente più maturi di quel che pensiamo. Come è bella la risposta che dà lo stesso Galiano quando gli si chiede, nell’intervista in appendice, cos’è per lui l’amore: “Semplicemente il motivo per cui siamo qui. Per rispondere a questa domanda dovrei scrivere una decina di altri romanzi come questo, ma alla fine il succo sarebbe: il motivo per cui siamo qui”.

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Stoner

image_stonerRomanzo perfetto, miracolo letterario, libro di culto. Così è stato definito “Stoner” di John Williams, pubblicato negli Stati Uniti nel 1965 ma giunto in Italia solo da pochi anni, ottenendo subito un grande successo. Un caso editoriale decretato in buona misura dal passaparola dei lettori, quanto mai in accordo con critici e recensori. “Perché chi finisce Stoner – si chiede ad esempio Daniela Brogi – continua a ripensarci, a tornare sulla storia, magari a metterla accanto alla propria, sentendo il bisogno di ricominciare a leggere?”.

La risposta credo stia non solo nella qualità della scrittura, ma nella straordinaria capacità dell’autore di affrontare gli aspetti più toccanti e universali della vita, raccontando una storia che più particolare non si potrebbe. E che, nella sua normalità, risulta “appassionante, profonda e straziante” (Peter Cameron).

Il protagonista, William Stoner, è un giovane contadino del Missouri che, iscrittosi alla facoltà di agraria nel 1910, finisce col restare in università tutta la vita, diventando insegnante di letteratura inglese grazie a un folgorante incontro con alcuni versi di Shakespeare. Nella sua biografia non c’è molto altro: una moglie, una figlia, due amici, qualche collega… Come identificarsi con lui? Eppure è inevitabile mettersi nei suoi panni, e divorare le pagine del libro alternando compassione, stupore, alla fine persino ammirazione e affetto. Una vittima? Un debole? E se invece fosse l’unico che non fugge mai davanti a nulla?