Angelina, 75 anni dopo

Angelina_PiriniFra due giorni, il prossimo 2 ottobre, cadranno i 75 anni dalla morte di Angelina Pirini, la giovanissima ragazza di Sala di Cesenatico (1922-1940) di cui è in corso il processo di beatificazione. Ho conosciuto la sua figura negli anni dell’impegno diocesano in Azione Cattolica e a lei ho dedicato la tesi per il diploma in scienze religiose. Mi è molto cara.

La particolare ricorrenza di quest’anno non può dunque passare inosservata; il fatto poi che la sua “festa” cada nel giorno degli angeli custodi è un motivo in più per sentirla vicina e chiederle sostegno. Mi piace soprattutto ricordare il suo impegno educativo, condotto con una dedizione e un’intensità esemplari per tutti coloro che, a vario titolo, sono “custodi” e accompagnatori della crescita di altri.

Diario di scuola

arton379Riguardano la scuola anche le mie letture di questi giorni. Mi riferisco al noto “Diario di scuola” di Daniel Pennac, che da tanto desideravo conoscere. Fra le tante, ecco una pagina che merita leggere e rileggere:

I nostri studenti che “vanno male” (studenti ritenuti senza avvenire) non vengono mai soli a scuola. In classe entra una cipolla: svariati strati di magone, paura, preoccupazione, rancore, rabbia, desideri insoddisfatti, rinunce furibonde accumulati su un substrato di passato disonorevole, di presente minaccioso, di futuro precluso. Guardateli, ecco che arrivano, il corpo in divenire e la famiglia nello zaino. La lezione può cominciare solo dopo che hanno posato il fardello e pelato la cipolla. Difficile spiegarlo, ma spesso basta solo uno sguardo, una frase benevola, la parola di un adulto, fiduciosa, chiara ed equilibrata per dissolvere quei magoni, alleviare quegli animi, collocarli in un presente rigorosamente indicativo.

Naturalmente il beneficio sarà provvisorio, la cipolla si ricomporrà all’uscita e forse domani bisognerà ricominciare daccapo. Ma insegnare è proprio questo: ricominciare fino a scomparire come professori. Se non riusciamo a collocare i nostri studenti nell’indicativo presente della nostra lezione, se il nostro sapere e il piacere di servirsene non attecchiscono su quei ragazzini e quelle ragazzine, nel senso botanico, la loro esistenza vacillerà sopra vuoti infiniti. Certo, non saremo gli unici a scavare quei cunicoli a non riuscire a colmarli, ma quelle donne e quegli uomini avranno comunque passato uno o più anni della loro giovinezza seduti di fronte a noi. E non è poco un anno di scuola andato in malora: è l’eternità in un barattolo.

Il rosario degli atomi

rosariodegliatomiIl veloce passaggio a Cesena dei giorni scorsi è stato ricco di incontri fortuiti che mi hanno riportato col pensiero agli anni scolastici. Una quindicina fra ex alunni e colleghi… E’ così che ho appreso dall’interessante attività artistica di Gianluca Bosi e soprattutto del suo “rosario degli atomi”. Un rosario di 4000 grani disposto come un abaco, le cui combinazioni possibili raggiungono la cifra astronomica di 10 all’80esima. Astronomica perché questo è il numero stimato di atomi presenti nell’universo.

L’intento della scultura è quello di “associare una preghiera a ciascun atomo, in benedizione del Creato”. Affinché, come ricorda il salmo 112, “Dal sorgere del sole fino al suo tramonto/ sia lodato il nome del Signore”. Che dire? Splendido e geniale. Grazie, Gianluca!

Inside Out, l’emozione non è tutto

Inside_Out_Poster_USA_mid (Mobile)Sta avendo un grande successo nelle sale il nuovo film di animazione Disney-Pixar, Inside out, ambientato nella testa di una ragazzina di undici anni, dove si agitano le emozioni più contrastanti: gioia, tristezza, paura, rabbia e disgusto. Non ho (ancora) visto il film, ma i commenti largamente positivi lasciano intendere che sia davvero molto bello.

A riprova dell’interesse suscitato dalla pellicola, leggo su “Avvenire” di oggi due commenti particolarmente interessanti. Da una parte, Luigi Ballerini, mette in guardia da una visione un po’ meccanicistica della persona umana, priva di controllo o quasi sulle proprie emozioni. Dall’altra, Alessandro Zaccuri fa notare come ragione e sentimento siano in realtà indistinguibili ed entrambi richiedano di essere educati

A questo link si trovano i due articoli, di cui consiglio vivamente la lettura. La visione del film ne uscirà certamente arricchita.

La morte della morte

Harry_Potter_Doni_Morte2R400Sono molto grato a don Andrea Lonardo per aver segnalato sul suo blog un articolo davvero interessante di don Antonio Sabetta, preside dell’Istituto superiore di scienze religiose “Ecclesia Mater” di Roma… su Harry Potter. Il teologo sviluppa una apprezzabilissima “lettura cristiana” della saga del giovane mago. Sabetta non è il primo a mettere in luce i richiami evangelici presenti nella storia, a dimostrazione dei tanti significati e valori emergenti dall’opera della Rowling.

In particolare, ho trovato prezioso il passaggio sulla “morte della morte” operata della dedizione totale e assoluta per amore:

Ciò che vince la morte è l’amore, ma non perché ti risparmia la morte “biologica”; e infatti il sacrificio di Lily dà ad Harry una protezione duratura per cui il signore oscuro non può nemmeno toccarlo; anzi se il signore oscuro fosse riuscito a comprendere l’enorme potere di quel sacrificio non avrebbe osato toccare il sangue di Harry. La morte è vinta non perché uno fugge ma perché accetta di morire, come fa Harry; il vero master of death non è colui che si nasconde alla morte ma chi l’accetta consapevolmente per amore (il sacrificio di se stesso) e con la morte può salvare dalla morte.