Avrò cura di te

avro-cura-te-gramelliniGioconda è una 36enne alle prese con una crisi matrimoniale e una gran confusione interiore. Filemone un angelo custode, che lascia biglietti nei cassetti e nei taschini delle camicie. Il loro inverosimile dialogo epistolare è il romanzo “Avrò cura di te”, uscito rispettivamente dalle penne di Chiara Gamberale e Massimo Gramellini.

Il risultato, curioso e molto psicologico, è che l’amore perfetto non esiste. O meglio, è la somma di tante imperfezioni. I due giornalisti-scrittori guidano lungo la via tortuosa dell’edificazione di un amore adulto, esposto non tanto alle seduzioni carnali ma a quelle del narcisismo, del bisogno di avere continue conferme su stessi, della smania di essere competitivi.

Un’impresa ostinata ma possibile, per la quale “bisogna sopportare senza compiangersi, accettare senza dimenticare e sacrificarsi senza covare risentimento”. Perché “se l’amore è una discesa dell’eternità nel tempo e nello spazio, non può limitarsi al miracolo dell’incontro e alla poesia dell’istante. Deve per forza estendersi alla costruzione di qualcosa di durevole. Trovarsi rimane una magia, ma non perdersi è la vera favola”.

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