La teoria del tutto

Teoria_del_tutto_poster_italianoUscirà nelle sale italiane il prossimo 15 gennaio “La teoria del tutto”, biografia cinematografica del celebre scienziato inglese Stephen Hawking. Grazie al Tertio millennio film festival, bella iniziativa della Fondazione “Ente dello spettacolo”, ne ho visto ieri sera l’anteprima in lingua originale e ne sono uscito proprio contento.

“La teoria del tutto” è un film che consiglio caldamente e non solo agli appassionati di astrofisica e origini dell’universo. La sceneggiatura si basa sul libro scritto dalla moglie Jane (“Verso l’infinito”, in italiano da gennaio per l’editore Piemme) ed è interpretata in modo straordinario da Eddie Redmayne e Felicity Jones. La riuscita del film si deve soprattutto a loro. “Grazie all’amore e alla caparbietà, i due giovani strappano giorni all’eternità, uno dopo l’altro”, scrive una recensione. Forse è questa la teoria del tutto, la formula che tiene insieme l’universo.

Il silenzio insegna a parlare

untitledIn occasione del Natale, l’editrice Emi di Bologna ha tradotto e pubblicato un libretto contenente alcune meditazioni che il padre gesuita Jorge Bergoglio tenne nel 1987, intitolandolo “La forza del presepe”. Una di queste è dedicata al silenzio. Quasi trent’anni fa, il futuro papa Francesco si chiedeva: “Sono capace di vivere senza la radio? Per quanti giorni?”.

Una domanda del genere fa sorridere oggi, sottoposti come siamo a un flusso comunicativo martellante proveniente da ben altro della radio. Motivo in più per rinfrescare la provocazione di padre Bergoglio: “Esiste un consumismo di parole: parole dolci, seduttive, oggettive, colleriche… di ogni tipo. Parole che cercano di entrarci rumorosamente nel cuore e non apportano niente alla verità”. Producendo un effetto paradossale, quello cioè di non trovare poi le parole quando vogliamo esprimere noi stessi, un sentimento, un pensiero intimo e profondo. È naturale – risponderebbe il gesuita argentino: perché è “il silenzio che ci insegna a parlare”.