Luci

La chiesa di San Domenico a Cesena in una splendida mattinata di fine settembre; l’ombra di due amici al termine della passeggiata lungo il Savio; il borgo di Rondine come lo si vede dal treno, in uno dei suoi lati migliori. Tre scatti molto diversi, una bella sintesi della luce calda degli ultimi giorni.

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Musica e amicizia a Padova

Una passeggiata in Prato della Valle, un piccolo pellegrinaggio al Santuario antoniano, folpetti e bovoeti con prosecco in piazza dei signori… è stato anche questo la breve trasferta a Padova per “Next musical generation”. Atmosfera un po’ umida e grigia in città, ma certo non sul palco dell’Mpx e del “Piccolo”, dove non sono mancati né i colori né il calore. Qui un piccolo esempio.

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Tutto

giorgio biguzzi 14L’uccisione in Burundi delle tre missionarie saveriane mi ha molto amareggiato, soprattutto per l’insensatezza e la brutalità del gesto, rivolto verso persone così dedite al bene del popolo africano.

Su “Avvenire” di oggi trovo un’intervista a monsignor Giorgio Biguzzi, il missionario cesenate a lungo vescovo di Makeni in Sierra Leone. Nel suo ricordo emerge un particolare che dice tutto…

“Non ho mai lavorato con le tre suore trucidate, ma le conoscevo e sapevo che avevano dedicato la loro esistenza all’annuncio e alla testimonianza del Vangelo soprattutto in Afri­ca. Mi sono ricordato che Celestina Bottego, nel 1944, mentre meditava se partecipare o no alla fondazio­ne delle missionarie saveriane di Maria, fu convinta da una cartolina che raffigurava il Cristo crocifisso di­pinto da Velázquez con accanto la scritta «tutto». Quella è la cifra della spiritualità delle saveriane che ho ritrovato in questa tragedia. Le tre sorelle hanno voluto vivere in Africa in modo semplice e umile fi­no alla fine, donando la vita per seguire l’esempio di Gesù. Nonostante l’età hanno scelto di restare al lo­ro posto accanto ai poveri in una zona che ha cono­sciuto la violenza perché ricca di giacimenti mine­rari. Sono un esempio”.

Ripartire da Loreto

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Dieci anni fa, il 5 settembre 2004, la Messa presieduta da Giovanni Paolo II nella piana di Montorso – con la beatificazione di due giovani soci e un assistente dell’associazione – concludeva la festa-pellegrinaggio a Loreto dell’Azione Cattolica Italiana. Quanti ricordi di quella estate e dei giorni culminanti!

Riflettendo sul trinomio indicato da papa Wojtyla come mandato all’AC – contemplazione, comunione, missione – mi accorgo oggi più di allora che, oltre a manifestare la pienezza di un’identità ecclesiale da riguadagnare continuamente, queste parole descrivono anche la maturità dell’esistenza personale, fondata su interiorità, relazioni e legami, responsabilità e dono. Un motivo in più per non dimenticare e in certo modo “ripartire” da lì.

Nel saluto conclusivo – all’Angelus di quella domenica di sole – Giovanni Paolo II lo esprimeva con altre tre parole. È la preghiera con cui oggi ripenso a tante persone, percorsi, impegni e desideri.

“La dolce Madonna di Loreto vi ottenga la fedeltà alla vostra vocazione, la generosità nell’adempimento del dovere quotidiano, l’entusiasmo nel dedicarvi alla missione che la Chiesa vi affida!”.