Quando le pietre… cantano

DSC_0201aFra gli incontri inaspettati e preziosi fatti al monastero di Siloe c’è sicuramente quello con lo scultore sardo Pinuccio Sciola. L’artista cagliaritano ha ammaliato i presenti con la sua parola incisiva, gli occhi azzurrissimi, le mani capaci di far suonare la pietra.

“La città sonora” è infatti il titolo del suo più celebre progetto, incentrato sull’idea che le pietre sono semi, vele, pettini, architetture di luce. Un’idea paradossale che prende forma, anzi sonorità, appena si sfiorano i profili geometrici delle opere di Sciola, tagliate e incise con precisione e armonia. Ciò che ne scaturisce sono suoni di acqua e di metallo, di vetro o di fuoco, che creano un’atmosfera sacra e naturale.

Nel silenzio c’è il suono. Questa è la sua profondissima convinzione, che nessun luogo come la collina di Siloe può forse meglio testimoniare.

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