Sempre in strada

Ma non avevo messo le foto della memorabile giornata ad Arezzo e Perugia! Che dimenticanza… sarà l’età! Comunque è stata una splendida domenica, con tanto di rapido passaggio a Rondine, dove però dovrò (spero presto) tornare…

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Un cardinale dal cuore grande

280406-001Fra i cardinali che riceveranno la porpora domattina da papa Francesco c’è anche l’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti. Una persona umile, mite, generosa. Autentica. Un attento tessitore di comunione. Sarà una gioia grande per me condividere questa bella occasione.

Proprio ieri Avvenire pubblicava un’intervista al neo cardinale, sotto il titolo “Al servizio dell’umanità ferita”. Fra le molte risposte, mi piace rilanciare quella dedicata alle sfide della pastorale familiare, oggetto del prossimo sinodo dei vescovi.

«Secondo la conversione pastorale proposta dal Papa – spiega Bassetti – occorre far capire ai fidanzati che l’indissolubilità del matrimonio è una buona notizia, prima che una norma canonica. La volontà di unire le esistenze non è affidata soltanto alle proprie forze ma è il Signore che si compromette con i coniugi. E questa prospettiva può contribuire a rendere la pastorale familiare meno astratta e più evangelica».

Il capitale umano

Il-capitale-Umano-Paolo-Virzi-2Come da tradizione, l’ultimo film di Paolo Virzì, “Il capitale umano”, è soprattutto un feroce atto d’accusa. Questa volta nel mirino c’è la mercificazione della vita umana ad opera della società delle speculazioni e delle assicurazioni, delle arrampicate sociali e del primato dell’apparenza. Un mondo fatto di forti, che alla fine cadono sempre in piedi, e di deboli, destinati a soccombere in un modo o nell’altro. L’unico spiraglio di autenticità e rovesciamento delle logiche imperanti può venire dai più giovani (ma non tutti) e dalla forza dei loro sentimenti. Un piccolo barlume di speranza, dunque, ma non esente comunque da rassegnazioni e contraddizioni.

Se questo è il messaggio che mi sembra emergere dal film, devo aggiungere che il pregio maggiore della pellicola l’ho trovato negli aspetti più tecnici: l’ottima regia, il cast, la costruzione della sceneggiatura, con il perfetto intrecciarsi delle linee narrative e dei punti di vista, che più volte mi ha ricordato lo stile di Woody Allen. Tutte scelte che parlano da sole, restituendo un’altra amara verità: di coloro che vivono accanto a noi sappiamo davvero poco. E spesso ciò che vediamo è solo una maschera, che può forse difenderci ma a caro prezzo.

Una giornata Benedetta

incordata 168_Corr_stretch_165x240 insertoAvrei molte foto da pubblicare a ricordo della splendida giornata di sabato al monastero bolognese di San Serafino di Sarov. Preferisco però consegnarle alla memoria più intima e condividere invece questa immagine, del tutto simile a quella distribuita al termine della celebrazione.

Come si vede, l’icona raffigura un giovane monaco che porta sulle spalle un anziano confratello. Interessante il titolo: la santa comunione. Era certamente appropriata alla circostanza: anche se la comunità è composta solo di giovani consacrate, nel cammino spirituale ci si deve caricare dell’altro, a prescindere dall’età. E, in non meno occasioni, lasciarsi portare, cosa altrettanto difficile.

Lo stesso vale, in realtà, anche in molti altri contesti, compreso quello dell’amicizia. Tornando col pensiero a sabato, in questo caso il più anziano sono io… 🙂

 

Sposati e…

img_1957 (Large)Mentre si avvicina la festa di San Valentino, che vedrà quest’anno anche un incontro del papa con i fidanzati, giro le ultime pagine del bestseller di Costanza Miriano “Sposati e sii sottomessa”, prima parte della felice accoppiata composta anche dal complementare, almeno nel titolo, “Sposala e muori per lei”. Dove, se non si è capito, è San Paolo ad aver ispirato i titoli. La sottomissione dell’amore, infatti, non è svalutarsi o calpestare la dignità, ma sostegno, fondamento, dono totale. Perdersi per trovare.

Dei libri della giornalista perugina si è parlato molto, di recente anche a causa di un ideologico attacco indirizzato all’edizione spagnola. Anch’io avrei tante riflessioni da condividere, ma non saprei certo farlo con lo stesso stile leggero e accattivante di Costanza, per cui forse è meglio se lascio a lei la parola.

“Si esiste in relazione a qualcuno. La donna ha bisogno dell’uomo, non può fare a meno di lui se vuole trovare la sua identità. Quando capisce che non può esistere in pienezza da sola, rinuncia alla tentazione dell’autonomia, gli offre se stessa e riceve tutto quello che lui ha da dare, perché un uomo invece non resiste alla donna che ascolta la sua voce. Che lo segue, che gli obbedisce, che gli è sottomessa. Bisogna fidarsi, correre il rischio di perdere, se si vuole avere”.

La forza della vita

dfb9d11e-0bc4-11e1-852e-cea02dc2c30fCome faccio periodicamente, anche oggi voglio consigliare la lettura di due articoli di “Avvenire” che mi sono piaciuti in modo particolare. Pubblicati nell’edizione di ieri, si possono tranquillamente trovare nel sito del giornale.

Il primo è un’intervista a Philippe Pozzo di Borgo, il disabile francese la cui storia è stata raccontata nel 2012 dal film “Quasi amici”. Prima dell’incidente da cui è uscito paralizzato, era un affermato produttore di Champagne. Alle domande risponde con forza e ironia. “La prima riforma da fare è rendere il silenzio obbligatorio”. E con fede: “Da duemila anni non c’è stato nulla di più pertinente di questo messaggio (il vangelo) per sradicare l’umiliazione”.

Anche l’altro articolo da leggere è un’intervista. Sylvie Menard, oncologa rinomata, si è scoperta malata di tumore. E ha rovesciato la sua posizione: prima era a favore dell’eutanasia, oggi lotta per la libertà di scegliere la vita.