Sempre in strada

Ma non avevo messo le foto della memorabile giornata ad Arezzo e Perugia! Che dimenticanza… sarà l’età! Comunque è stata una splendida domenica, con tanto di rapido passaggio a Rondine, dove però dovrò (spero presto) tornare…

arezzo perugia 23 feb 2014 - 002 (Medium)

arezzo perugia 23 feb 2014 - 005a (Medium)

1619313_10152225352584906_1561381602_n

1800383_10152225352639906_1209644901_n

arezzo perugia 23 feb 2014 - 034 (Medium)

arezzo perugia 23 feb 2014 - 025a (Medium)

1656226_10152225359664906_1555896367_n

Un cardinale dal cuore grande

280406-001Fra i cardinali che riceveranno la porpora domattina da papa Francesco c’è anche l’arcivescovo di Perugia, Gualtiero Bassetti. Una persona umile, mite, generosa. Autentica. Un attento tessitore di comunione. Sarà una gioia grande per me condividere questa bella occasione.

Proprio ieri Avvenire pubblicava un’intervista al neo cardinale, sotto il titolo “Al servizio dell’umanità ferita”. Fra le molte risposte, mi piace rilanciare quella dedicata alle sfide della pastorale familiare, oggetto del prossimo sinodo dei vescovi.

«Secondo la conversione pastorale proposta dal Papa – spiega Bassetti – occorre far capire ai fidanzati che l’indissolubilità del matrimonio è una buona notizia, prima che una norma canonica. La volontà di unire le esistenze non è affidata soltanto alle proprie forze ma è il Signore che si compromette con i coniugi. E questa prospettiva può contribuire a rendere la pastorale familiare meno astratta e più evangelica».

Il capitale umano

Il-capitale-Umano-Paolo-Virzi-2Come da tradizione, l’ultimo film di Paolo Virzì, “Il capitale umano”, è soprattutto un feroce atto d’accusa. Questa volta nel mirino c’è la mercificazione della vita umana ad opera della società delle speculazioni e delle assicurazioni, delle arrampicate sociali e del primato dell’apparenza. Un mondo fatto di forti, che alla fine cadono sempre in piedi, e di deboli, destinati a soccombere in un modo o nell’altro. L’unico spiraglio di autenticità e rovesciamento delle logiche imperanti può venire dai più giovani (ma non tutti) e dalla forza dei loro sentimenti. Un piccolo barlume di speranza, dunque, ma non esente comunque da rassegnazioni e contraddizioni.

Se questo è il messaggio che mi sembra emergere dal film, devo aggiungere che il pregio maggiore della pellicola l’ho trovato negli aspetti più tecnici: l’ottima regia, il cast, la costruzione della sceneggiatura, con il perfetto intrecciarsi delle linee narrative e dei punti di vista, che più volte mi ha ricordato lo stile di Woody Allen. Tutte scelte che parlano da sole, restituendo un’altra amara verità: di coloro che vivono accanto a noi sappiamo davvero poco. E spesso ciò che vediamo è solo una maschera, che può forse difenderci ma a caro prezzo.

Una giornata Benedetta

incordata 168_Corr_stretch_165x240 insertoAvrei molte foto da pubblicare a ricordo della splendida giornata di sabato al monastero bolognese di San Serafino di Sarov. Preferisco però consegnarle alla memoria più intima e condividere invece questa immagine, del tutto simile a quella distribuita al termine della celebrazione.

Come si vede, l’icona raffigura un giovane monaco che porta sulle spalle un anziano confratello. Interessante il titolo: la santa comunione. Era certamente appropriata alla circostanza: anche se la comunità è composta solo di giovani consacrate, nel cammino spirituale ci si deve caricare dell’altro, a prescindere dall’età. E, in non meno occasioni, lasciarsi portare, cosa altrettanto difficile.

Lo stesso vale, in realtà, anche in molti altri contesti, compreso quello dell’amicizia. Tornando col pensiero a sabato, in questo caso il più anziano sono io… 🙂

 

Sposati e…

img_1957 (Large)Mentre si avvicina la festa di San Valentino, che vedrà quest’anno anche un incontro del papa con i fidanzati, giro le ultime pagine del bestseller di Costanza Miriano “Sposati e sii sottomessa”, prima parte della felice accoppiata composta anche dal complementare, almeno nel titolo, “Sposala e muori per lei”. Dove, se non si è capito, è San Paolo ad aver ispirato i titoli. La sottomissione dell’amore, infatti, non è svalutarsi o calpestare la dignità, ma sostegno, fondamento, dono totale. Perdersi per trovare.

Dei libri della giornalista perugina si è parlato molto, di recente anche a causa di un ideologico attacco indirizzato all’edizione spagnola. Anch’io avrei tante riflessioni da condividere, ma non saprei certo farlo con lo stesso stile leggero e accattivante di Costanza, per cui forse è meglio se lascio a lei la parola.

“Si esiste in relazione a qualcuno. La donna ha bisogno dell’uomo, non può fare a meno di lui se vuole trovare la sua identità. Quando capisce che non può esistere in pienezza da sola, rinuncia alla tentazione dell’autonomia, gli offre se stessa e riceve tutto quello che lui ha da dare, perché un uomo invece non resiste alla donna che ascolta la sua voce. Che lo segue, che gli obbedisce, che gli è sottomessa. Bisogna fidarsi, correre il rischio di perdere, se si vuole avere”.

La forza della vita

dfb9d11e-0bc4-11e1-852e-cea02dc2c30fCome faccio periodicamente, anche oggi voglio consigliare la lettura di due articoli di “Avvenire” che mi sono piaciuti in modo particolare. Pubblicati nell’edizione di ieri, si possono tranquillamente trovare nel sito del giornale.

Il primo è un’intervista a Philippe Pozzo di Borgo, il disabile francese la cui storia è stata raccontata nel 2012 dal film “Quasi amici”. Prima dell’incidente da cui è uscito paralizzato, era un affermato produttore di Champagne. Alle domande risponde con forza e ironia. “La prima riforma da fare è rendere il silenzio obbligatorio”. E con fede: “Da duemila anni non c’è stato nulla di più pertinente di questo messaggio (il vangelo) per sradicare l’umiliazione”.

Anche l’altro articolo da leggere è un’intervista. Sylvie Menard, oncologa rinomata, si è scoperta malata di tumore. E ha rovesciato la sua posizione: prima era a favore dell’eutanasia, oggi lotta per la libertà di scegliere la vita.

Vescovio

vescovio 8 feb 2014 - 021a (Large)Fra gli innumerevoli capolavori nascosti, sparsi lungo lo Stivale, il santuario di Vescovio, nell’alta Sabina, merita un’ampia citazione. Luogo di martirio e antica sede episcopale, questa basilica romanica a un’ora da Roma è un autentico gioiello immerso nel verde. La tradizione vuole che San Pietro sia giunto qui in visita; certamente vi è passato Giovanni Paolo II una ventina d’anni fa.

Se l’esterno è dominato dal robusto campanile, alleggerito da bifore e trifore, l’interno è un tripudio di affreschi duecenteschi. Il santuario, dedicato all’Assunta, è centro di forte devozione mariana. E sede di un vivace centro culturale, a cui devo il dono di aver conosciuto questa meraviglia.

vescovio 8 feb 2014 - 009a (Large)

vescovio 8 feb 2014 - 001a (Large)

vescovio 8 feb 2014 - 003 (Large)

vescovio 8 feb 2014 - 002 (Large)

vescovio 8 feb 2014 - 007 (Large)

vescovio 8 feb 2014 - 016a (Large)

 

La vera ricchezza è l’essere amati

papa-francesco-poveri-300x225Due giorni fa la sala stampa vaticana ha diffuso il messaggio di papa Francesco per la Quaresima. Oggi invece è stato reso noto quello in vista della prossima Giornata mondiale della gioventù.

Entrambi i testi parlano di povertà. Il primo prende le mosse dalla povertà di Gesù, che è “il suo farsi carne, il suo prendere su di sé le nostre debolezze”. Gesù però era anche ricco, spiega il papa. Ricco come un bambino che si sente amato dai suoi genitori e non dubita un istante del loro amore. La ricchezza di Gesù (e nostra) è la relazione unica con il Padre. Il testo, poi, fa notare che “la miseria non coincide con la povertà”, perché “la miseria è la povertà senza fiducia”, e si ferma a descrivere la miseria materiale, quella morale e quella spirituale. In definitiva, comunque, “vi è una sola vera miseria: non vivere da figli di Dio e da fratelli di Cristo”.

Il messaggio per la Giornata della gioventù ha invece al suo centro la beatitudine “Beati i poveri in spirito” (Mt 5,3). Ossia le persone umili, consapevoli dei propri limiti. Quelle che si affidano a Dio. Per Francesco, sono i soli a sperimentare la vera felicità, perché la gioia “sgorga da un cuore povero, che sa esultare e meravigliarsi per le opere di Dio”.

Entrambi i testi del papa contengono provocazioni e indicazioni concrete. “Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole”, scrive. E, riecheggiando un’altra sua nota affermazione: “Il Signore vuole una Chiesa povera che evangelizzi i poveri”.

p.s. Sulla questione riesplosa in questi giorni degli abusi sessuali del clero, mi sono piaciuti questi due articoli: “Burocrati e moralisti a Palazzo di Vetro” di Gianni Riotta e “L’Onu dichiara guerra alla Chiesa” di Massimo Introvigne.

Ciao Mitch

maxresdefaultNon è certo fra le sue dieci migliori performance, anzi la sua parte nel film non è stata (comprensibilmente) nemmeno citata nelle commemorazioni che hanno riempito le pagine dei giornali, ma io resto molto legato alla figura di Mitch, il compagno di stanza al college di Robin Williams-Patch Adams nel fortunato film del 1998.

Nella parte di “uno studente saccente, serio e pomposo”, come lo definisce il web, Philip Seymour Hoffman è decisamente perfetto. Un’interpretazione, la sua, che riesce a renderlo invece simpatico, travolto suo malgrado – ma alla fine ne sarà lieto – dall’esuberanza del più anziano e visionario collega. Forse perché un po’ ci si identifica con questo coscienzioso e determinato studente di medicina, per il quale il “camice bianco” è prima di tutto un segno di superiorità e di potere, ma che in fondo è un buon ragazzo.

Conosco pochi dei successivi, numerosi, ruoli di Hoffman e mi ha sorpreso la fine tragica che lo ha stroncato a 46 anni. Non mi meraviglia però ciò che aveva dichiarato di recente in un’intervista: “Oggi siamo travolti dalle informazioni: tutti aprono bocca e dicono qualsiasi cosa, in qualunque modo. A me interessa altro: la verità. È quella che cerco in un film. E pazienza se le storie sono sempre le stesse, pazienza se cambiano solo i modi di raccontarle: a me importa solo che quando pronuncio una battuta non sia di carta. Ma vera”.

Auguri, don Antonello!

Lanusei nuovo vescovo mons. Antonello MuraComplice forse il clima grigio e umido degli ultimi giorni, è da un po’ che non aggiorno i “segnalibri”, ma gli spunti non sono mancati. Diverse letture interessanti, l’ultimo film di Scorsese sugli squali della finanza americana, un interessante seminario sulla custodia del creato e altro ancora.

La notizia più bella è però quella resa pubblica venerdì scorso, con l’annuncio della nomina di don Antonello Mura a vescovo della diocesi di Lanusei. Sono davvero felice: diverse volte ho beneficiato della sua amicizia e di una splendida accoglienza ad Alghero e a Bosa. In ogni occasione è sempre emerso il suo modo di fare gratuito e generoso, sensibile e intelligente. Sono certo che non si risparmierà nel nuovo incarico e che la sua umiltà toccherà molti.

In don Antonello vedo lo stesso profilo disegnato qualche mese fa da papa Francesco parlando ai vescovi di recente nomina: “Siate Pastori accoglienti, in cammino con il vostro popolo, con affetto, con misericordia, con dolcezza del tratto e fermezza paterna, con umiltà e discrezione, capaci di guardare anche ai vostri limiti e di avere una dose di buon umorismo”.