Custodiscimi come per il passato

tramonto 28 dic 2013 - 039 (Large)Le ultime parole di quest’anno sono quelle di un diacono siriano del IV secolo, Efrem, venerato come santo dai cattolici e dagli ortodossi. Casualmente, questa mattina, ho trovato la sua preghiera in mezzo ad alcuni vecchi giornali; mi pare un’ottima invocazione per salutare un tempo che si chiude e un nuovo cammino che si apre.

Signore, Dio delle anime e dei corpi,
tu conosci l’estrema fragilità della mia anima e del mio corpo,
concedimi forza nella mia debolezza,
sostienimi nella mia miseria.

Dammi un animo grato:
che mi ricordi sempre dei tuoi benefici,
non ricordare i miei numerosi peccati,
perdona tutti i miei tradimenti.

Signore, non disdegnare questa preghiera,
la preghiera di questo misero.
Conservami la tua grazia fino alla fine,
custodiscimi come per il passato. Amen.

Ci sono luoghi e momenti…

41NNvK-HuUL“L’uomo interiore” è un piccolo libretto del monaco trappista André Louf pubblicato qualche anno fa, ma soprattutto è il graditissimo regalo di don Emanuele per queste feste e la lettura che mi ha fatto compagnia nel giorno di Natale.

Sono molti gli spunti per continuare a riflettere in futuro. Specialmente le parole sulla preghiera e quelle sull’umiltà. Sulla Chiesa, “che nella sua verità profonda è soltanto desiderio di Dio e apertura totale a lui”, e sul rapporto vitale “tra la liturgia celebrata esteriormente negli oratori di pietra, e quella che si celebra segretamente, nell’intimo di ogni credente, in quell’oratorio spirituale che è il cuore dei battezzati”.

Ho trovato preziosi anche i brevi passaggi sulla cultura contemporanea, con le sue tentazioni, e sullo Spirito che guida ogni essere secondo il disegno amoroso di Dio. “Una nuova sensibilità si fa strada in noi, una pace che non può ingannare ci invade nell’intimo”. Quando avverrà tutto questo? “L’ora è tanto incerta quanto quella della nostra morte o del ritorno di Gesù alla fine dei tempi. Ma ci sono luoghi e momenti, e anche tappe della vita, in cui l’evento sembra più vicino e sul punto di verificarsi. Sono luoghi e momenti che si possono affrontare con il grande desiderio di essere finalmente esauditi”.

Seguiamo il bambino

auguri romano sicilianiAncora un “segnalibro” papale, ma d’altra parte oggi è anche il suo compleanno… 🙂

Lo spunto me lo dà questa foto meravigliosa di Cristian Gennari (che pubblico con la maschera del suo archivio “Imago Mundi”), mescolata tra i biglietti di auguri giunti oggi. È per me l’immagine di questo Natale. Lo scatto ritrae papa Francesco con un bambino che gli si era avvicinato durante il pellegrinaggio internazionale delle famiglie dello scorso ottobre a San Pietro. La foto del piccolo che gli trotterellava attorno fece il giro del mondo.

Qui però c’è di più. Pensando al Natale, non mancano le suggestioni, a cominciare da quella suggerita dall’anziano pontefice che segue la direzione indicata da un bimbo. La sua mano, allungata in avanti, ricorda molto da vicino quella del michelangiolesco Creatore… Non è bellissima?

La preghiera dello sguardo

1471369_758863540806145_1369455423_nTra le letture in preparazione al Natale, non può mancare la bella intervista a papa Francesco che “La Stampa” di ieri pubblicava sotto all’eloquente titolo “Mai avere paura della tenerezza”. Un po’ meditazione, un po’ autobiografia, le parole del Papa riflettono ancora una volta il suo tratto semplice e sensibile, insieme alla ferma volontà di proseguire nel solco tracciato.

I media hanno amplificato soprattutto le parole sulle donne cardinale (“devono essere valorizzate, non clericalizzate”) e sulla “sbagliata” ideologia marxista marxista (“Ma nella mia vita ho conosciuto tanti marxisti buoni”). Io ho sottolineato con forza anche quelle sul Natale: “Gli evangelisti hanno descritto una gioia… Il Natale non è stata la denuncia dell’ingiustizia sociale, della povertà, ma è stato un annuncio di gioia. Tutto il resto sono conseguenze che noi traiamo. Alcune giuste, altre meno giuste, altre ancora ideologizzate”.

E poco dopo, la commozione davanti al dolore dei bambini, con l’immagine del piccolo che interroga i genitori e, più che una risposta esauriente, desidera uno sguardo che gli dia conforto e sicurezza. Questa “preghiera degli sguardi” è quella che ci insegna Francesco: “Signore, Tu sai il perché, io non lo so e Tu non me lo dici, ma mi guardi e io mi fido di te, Signore, mi fido del tuo sguardo”.

Natale in tutti i sensi

imagesUn vecchio articolo riemerso tra i ritagli natalizi suggerisce una prospettiva molto affascinante. Se il Natale è la festa dell’incarnazione – questa la tesi – allora esso a buon diritto coinvolge l’intera esperienza sensoriale, facendo di essa una soglia per l’ingresso di un mistero che capovolge.

D’altra parte, ha iniziato Sant’Agostino, nel libro X delle Confessioni, a descrivere l’avvicinarsi di Dio mediante ognuno dei cinque sensi: “Mi chiamasti e il tuo grido lacerò la mia sordità; balenasti e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza e respirai e anelo verso di te; gustai e ho fame e sete; mi toccasti e arsi dal desiderio della tua pace”.

Non sarà forse questo ciò che penseremo inseguendo i profumi e i sapori dei piatti della tradizione o alzando gli occhi verso il turbinio elettrico che veste il centro città, allungando l’orecchio verso l’immancabile concerto o stringendo mani che non si incontrano quasi mai. Eppure forse anche quelli sono piccoli campanelli di una creatrice bellezza che bussa alla nostra porta.

Quel presepe in anticipo

resizerSe qualcuno se lo fosse perso, rilancio qui il “dulcis in fondo” di Viviana Daloiso pubblicato su Avvenire di sabato scorso. Sembra il classico racconto natalizio, ma è un fatto vero. A me, specie in questi giorni, ha molto commosso. Buona lettura!

Chissà che faccia farà, il piccolo, quando mamma e papà gli racconteranno com’è nato. Che quel 5 dicembre, a Milano, mentre andavano all’ospe­dale, lui – una furia di poco più di tre chili – ha deciso che non c’era più tempo, e s’è messo a scalciare e a spinge­re. La scena che s’è consumata all’angolo tra corso Bue­nos Aires e via Boscovich, uno dei più trafficati quartieri dello shopping meneghino, è di quelle da film: il giova­ne papà accosta in fretta e furia l’autovettura e tira giù il sedile. Mentre la donna urla e respira forte, lui chiede a un passante di chiamare l’ambulanza.

In un attimo i negozi intorno si svuotano e una piccola folla si sistema attorno all’auto. Qualcuno presta il cap­potto per coprire i finestrini, qualcun altro si improvvisa vigile e dice: «Fatevi indietro, c’è un parto in corso». Poi comincia il tifo: «Forza, ce la puoi fare». E ancora: «Sia­mo tutti con te». Quando arriva l’ambulanza è pratica­mente tutto fatto: per il medico di turno è chiaro che al­la clinica Mangiagalli, dove erano diretti, i due arrive­ranno in tre. Concitazione, soccorritori che vanno e ven­gono, coperte, incoraggiamenti. Poi – sono passati pochi minuti dopo le 14 – ecco il vagito. In strada è un trionfo: la gente si abbraccia, urla, qualcuno si commuove. Quan­do la piccola furia viene estratta dalla macchina per es­sere sistemata sull’ambulanza scatta un applauso. Il pa­dre ringrazia tutti, dice che è un maschietto. E loro, que­gli sconosciuti, rimangono lì a guardare il piccolo prese­pe che s’allontana, come fosse un po’ anche loro.

Umiltà

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Mi preparo al Natale leggendo la meditazione inviata dal mio vescovo diocesano, Douglas Regattieri. Si intitola “Dio è umile” e presenta un trittico, in cui all’umiltà di Dio si affianca quella del discepolo e quella della Chiesa.

Molto stimolante è l’esposizione dei “dodici gradini” verso l’umiltà, tratti dalla regola di San Benedetto, così come il ricordo della giovane serva di Dio Angelina Pirini e la citazione del mosaico della basilica di San Paolo fuori le mura.

Il punto su cui oggi mi sono soffermato di più è quello in cui il vescovo distingue tra umiltà e onestà: “Quando io riconosco i meriti di un altro, quando mi piego davanti alla grandezza di una altro, non faccio altro che riconoscere la verità, sono onesto… Ma quando io mi piego verso qualcosa di più piccolo di me sono umile”.

Leggere e scrivere

mestierediscrivereIl “segnalibro” di oggi lo merita Luisa Carrada, curatrice del noto sito mestierediscrivere.com, la più ricca e preziosa banca di suggerimenti “per scrivere e comunicare meglio” presente sul web. Oggi pomeriggio Luisa è venuta in ufficio a spiegarci due o tre cosette sulla scrittura online. Con molta ironia e zero pietà, ci ha dedicato tre ore zeppe di consigli e ispirazioni. Di tutto, ricorderò soprattutto un concetto che spero di non aver troppo distorto: per scrivere, come per leggere, prima di tutto bisogna saper vedere.

A proposito di lettura, l’altra faccia delle sorprese di oggi è la nuova grafica del quotidiano Avvenire, che si rinnova sia su carta che nel web. Un altro link da frequentare. Se la Carrada condivide il mestiere (e la passione) di scrivere, qui si impara il mestiere di leggere (i fatti e le idee).