Da oggi a sabato…

bannerevento

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papa-francesco-br (Small)Mi capita ogni tanto di segnalare qui degli articoli interessanti letti qua e là, per lo più giunti casualmente alla mia attenzione.

Oggi voglio fare lo stesso rimandando a due riflessioni che ho trovato efficaci e condivisibili circa lo “stile” del nuovo Papa. La prima (qui) riguarda soprattutto la “discontinuità” (reale?) con i predecessori; la seconda (qui) si occupa di certe reazioni scoppiate in rete nei primi trenta giorni di pontificato. “Il Papa non è su Facebook” è il titolo del post. Buona lettura!

Il cinema e la fede

CopertinaVolume_perSitoÈ da poco giunto in libreria “La fede nel cinema di oggi” (Effatà Editrice), un interessante catalogo destinato a chi desideri trovare nei film più recenti “inquietudini e speranze” dell’uomo contemporaneo se non addirittura espliciti riferimenti al vissuto religioso. Le pellicole presentate sono 14; di ognuna viene offerta una scheda ricca di riflessioni e materiali.

Se l’intento è quello di far discutere, l’obiettivo sarà certamente raggiunto: le proposte spaziano dal bellissimo “Uomini di Dio” all’altrettanto toccante “L’amore inatteso”, fino ai (meno riusciti, a mio giudizio) “Lourdes” o “Il villaggio di cartone”. La fede religiosa, infatti, è avvicinata da diverse prospettive: l’abbandono, la ricerca, la possibilità, la tradizione, la comunità. Un valore aggiunto alla proposta è fornito dal blog collegato al volume, da cui ugualmente si possono attingere utili spunti e suggerimenti. Che dire di più? Buona visione…

Dio nella città

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Scorrendo con gli occhi un discorso pronunciato nell’agosto 2011 dal vescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio – uno dei tanti che in questi giorni vengono tradotti e rilanciati – mi hanno colpito queste parole, molto stimolanti per chi pensa all’azione della Chiesa come a un fermento di umanità piena che non piove dall’alto ma cerca, accoglie, discerne, si stupisce, si muove…

“Niente proposte dotte, di rottura, asettiche, che partono da zero, che si pongono a distanza per ‘pensare’ come fare affinché Dio viva in una città senza dio. Dio già vive nella nostra città e ci costringe – mentre riflettiamo – a uscire e andargli incontro per scoprirlo, per costruire relazioni di vicinanza, per accompagnarlo nella sua crescita e incarnare il fermento della sua Parola in opere concrete… È l’intuizione del valore dell’inculturazione: vivere a fondo l’umano, in qualsiasi cultura, in qualsiasi città, rende migliore il cristiano e feconda la città (conquistandone il cuore)”.