L’ultima mattina dell’anno…

31 dic 2012 - 011 (Medium)

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Dio non è un orizzonte lontano

a3373fa5ad9682cdac6e8Come sempre accade durante i giorni di vacanza, oggi mi sono brevemente immerso nei vecchi ritagli di giornale, accantonati in attesa di uno sguardo meno fuggevole e superficiale. Quello che più mi ha colpito è la trascrizione di un dialogo tenutosi a Munster – quattordici anni fa – fra i due maggiori teologi tedeschi viventi: Joseph Ratzinger e Johann Baptist Metz, fondatore della cosiddetta “teologia politica”. Sul piatto della discussione, temi quali la sofferenza, la preghiera, la libertà, il male. Un passaggio dell’allora cardinale mi è sembrato particolarmente indicato per questi giorni in cui siamo richiamati a vedere in modo diverso la storia e il tempo.

“Se alla fin fine – affermava Ratzinger – non avvertiamo più che Dio entra realmente nella storia e che, malgrado tutte le leggi di natura e tutto quello che noi possiamo sapere e fare, rimane il soggetto della storia e agisce in essa, se lo trasformiamo in un orizzonte indeterminato che in qualche modo fa fare una bella fine al tutto, allora siamo soltanto noi i soggetti della storia. Allora il peso intero del bene e del male posa interamente sulle nostre spalle… e assume una forma che schiaccia l’uomo e che lo porta a rinfacciarla a Dio e a rivoltarsi. Questa paura di riconoscere Dio come soggetto agente ha ricondotto ad un aggravio dell’uomo, le cui conseguenze sono visibili e avvertibili nella fatica che facciamo ogni giorno a essere cristiani. Per questo mi sembra così importante ascoltare nuovamente che Dio stesso ci parla e ci dice: i tuoi peccati ti sono perdonati; questo è quello che veramente significa grazia”.