Turista per caso

È stata davvero una sorpresa dell’ultimo minuto la gita “fuori porta” di domenica scorsa. Se nei week end romani ho più volte approfittato per andare alla ricerca degli angoli meno conosciuti e affascinanti della capitale, raramente mi ero avventurato nei dintorni. Il Lazio, a ben pensarci, è probabilmente una delle regioni che conosco di meno.

Si può immaginare quindi la gioia di aver trascorso una mezza giornata a Ceri, il piccolo borgo medievale a35 chilometrida Roma, raffigurato qui sopra. Abbarbicate su uno sperone di tufo, le mura cingono un pugno di case e di viuzze, su cui svetta l’antica chiesa dedicata alla Madonna, con un’intera parete di affreschi del XII secolo che valgono da soli il viaggio. Se poi ci si mette anche il ristorante con specialità alla griglia che riempie l’antica rocca… 🙂

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Guardare è già pregare

Il laboratorio su arte e fede cui ho partecipato nei giorni scorsi mi ha lasciato numerosi spunti… Grazie alla lunga immersione tra arte classica e contemporanea, guidata da padre Andrea Dall’Asta, e agli altri contributi, compreso il sempre esilarante e commovente “Parabole di un clown” messo in scena dal Teatro Minimo.
Mentre mi scorrevano davanti le immagini di Munch e Schiele, Monet e Kandinskij, Bacon e Botticelli ripensavo a quanto ascoltato di recente: non è vero che “la bellezza salverà il mondo”, come molti ripetono, ma è giusto che la bellezza salva il mondo. Ora. Perchè, oltre ad essere ritmo e armonia, misura e proporzione, la bellezza è mistero, viaggio dentro se stessi, abbandono, superamento del male. Anche quella che trovo nel fare fotografia… 🙂
Interessante, infine, anche la citazione di Machiavelli ascoltata ieri: “Ci sono persone che sanno tutto e questo è tutto quello che sanno”. Illusi. La bellezza non è essere pieni, un po’ di vuoto non fa male…

E se…

“Quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà… Quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto…” (Mt 6,6.17)

Entra nella tua camera
E se fosse la camera del tuo cuore, dove non penetra mai nessuno, neppure coloro che ami e che ti amano, ma soltanto tu e il tuo Dio che già ci abita? È in questo luogo segreto che la Quaresima lavora per una nuova creazione!

Chiusa la porta
E se fosse la porta dei tuoi sensi? Essi sono fatti anche per le cose di Dio: lui solo è buono e piacevole. E allora, chiudi la porta perché la Parola che esce dalla bocca di Dio si rivela nel segreto.

Profumati la testa
E se fosse il profumo dell’amore, il profumo che riempie tutta la casa, il profumo che accompagna il passaggio di Cristo da questo mondo al Padre? È in questo passaggio segreto che si realizzerà anche la tua Pasqua.

Lavati il volto
E se si trattasse di vivere la Pasqua già fin d’ora, di accogliere già la gioia del Risorto che è al lavoro in questo mondo? E, dunque, vai verso Pasqua accogliendo già ora l’acqua, la luce, la vita che vengono dal Risorto.

(da “Il Cenacolo”, marzo 2006)

Toglietemi tutto, ma non…

Sul limitare della Quaresima, rilancio due belle riflessioni in tema con il tempo che inizia oggi.

La prima è in questo articolo di Giuliano Vigini: “Una Quaresima insieme ai libri”, in cui, fra le altre cose, scrive molto bene: “sembra necessario, in un organico disegno di pastorale della cultura, avviare a livello na­zionale una capillare opera di sensibilizzazione alla let­tura, che si dovrebbe poi tra­durre, nelle diocesi e nelle singole parrocchie, in una significativa presenza e ani­mazione dei testi più im­portanti della teologia, del­la spiritualità e della lettera­tura cristiana”. Forse c’è già qualche esperienza in tal senso… Certo in Quaresima si può digiunare da tutto, tranne – almeno per me – da una cosa: la lettura!

Il secondo spunto riguarda il tema della rinuncia, e l’autore non ha certo bisogno di presentazioni. Guardate come risponde, a braccio, alla domanda di un ragazzo.

 

Metti il Paradiso in prima serata

Di tutto quello che si è detto e scritto sulle parole di Adriano Celentano nelle sue apparizioni sanremesi, l’articolo di Luigi Accattoli su “Liberal” di oggi è quello che più rispecchia le mie convinzioni. Il pezzo, un po’ lungo, si può leggere nel blog del giornalista, a questo indirizzo.

A differenza di quello che appare sul quotidiano, il titolo dato dall’autore è: “Celentano a Sanremo, non tutto è da buttare”. Accattoli stesso riassume così il contenuto del proprio pensiero, spiegando “in che senso l’insieme dei monologhi di martedì 14 e sabato 18 febbraio sia indifendibile, che cosa invece di essi voglio mettere in onore e in che senso – quel qualcosa – lo considero importante”. In particolare, condivido l’approccio del giornalista: “Frammista alle aggressioni, in esse vi era la perla dell’affermazione della fede cristiana, perla rara e dunque preziosa e che io vorrei onorare ovunque mi appaia. Si tratti pure di un letamaio”. Buona lettura.

Il giardino dorato

È forse il meno suggestivo della trilogia di Harry Bernstein ma ho trovato molto dolce e affascinante “Il giardino dorato”, con cui l’autore, quasi centenario, conclude il racconto della sua vita. Non ci sono le durezze e il pathos de “Il muro invisibile”, con cui si è fatto conoscere, ma il bilancio di un amore che ha attraversato gran parte del Novecento irrobustendosi giorno dopo giorno. Lo stile è il solito, fresco e semplice. La tenerezza con cui affiorano i ricordi infonde una grande serenità. Stupisce e commuove scoprire che i sogni si possono esaudire a qualsiasi età. E che le nostre pagine più belle sono ancora da scrivere.

Il Paradiso, nostro contemporaneo

Ho consigliato, nei giorni scorsi, la visione della bella testimonianza di Alessandro D’Avenia al convegno su “Gesù, nostro contemporaneo”. Oggi tocca a quello che considero l’intervento più riuscito in quel contesto: la relazione del vescovo anglicano N. T. Wright sulla Risurrezione. Davvero meraviglioso e imperdibile.

Lo so che deve ancora iniziare la Quaresima e che Pasqua è lontana, ma anche i quaranta giorni bordati di viola non prescindono da quella luce. E mentre si moltiplicano le “richieste” di parole sul Paradiso, non posso non rilanciare queste, tratte appunto dal discorso di una settimana fa:

“Poiché Dio sta già operando la sua nuova creazione, tutto ciò che tu fai in Cristo e mediante lo Spirito è parte di quel nuovo mondo. Ogni bicchiere di acqua fresca, ogni minuscola preghiera, ogni confronto con i prepotenti che opprimono i poveri, ogni canto di lode o danza di gioia, ogni opera d’arte e musica – niente va sprecato. La risurrezione lo riaffermerà, in un modo che non possiamo immaginare, come parte del nuovo mondo di Dio. La risurrezione non riguarda soltanto un futuro glorioso, riguarda un presente pieno di significato”.

Scarica il testo integrale di N. T. Wright: Relazione_wright_IT