L’amore: sentimento e giuramento

Dovrei avercela con lui, visto che ha disdetto la sua partecipazione a un nostro convegno molto tempo dopo aver accettato, ma l’intervista che ha rilasciato sul suo ultimo libro mi rende difficile portargli rancore. Sto parlando del filosofo francese Alain Finkielkraut e del saggio “Et si l’amour durait” (E se l’amore durasse). Nel testo – leggo dall’articolo – egli fa tesoro della lezione di autori, come Ingmar Bergman e Milan Kundera, i cui personaggi sperimentano la non durevolezza dell’amore, o non ci entrano nemmeno per non soffrire quando tutto finirà, o sono convinti militanti del sesso libertino. “E tuttavia l’amore per tutta la vita, e anche oltre, fa capolino in vari modi nelle storie che raccontano”.

Finkielkraut confessa di essere “entrato nell’amore dalla porta del disincanto”, aderendo ai dogmi della rivoluzione sessuale, e di esserne poi rimasto deluso. Tanto che oggi arriva ad affermare: “L’amore è allo stesso tempo un sentimento e un giuramento”.

Questo invece è un brano dell’intervista succitata, che trovo molto interessante: “Il criterio è diventato l’intensità e non l’amore, o per lo meno quel che succede è che dell’amore non si trattiene se non l’intensità amorosa. Ma dentro di noi oscuramente sappiamo che rinunciare alla durata equivale a rinunciare all’amore. Dire: ‘Ti amo’ equivale a dire: ‘Ti amerò’, equivale a parlare contemporaneamente al presente e al futuro, a sottrarsi al flusso del tempo. Ogni dichiarazione d’amore è una dichiarazione d’eternità. L’amore è un’avventura ostinata, l’abbiamo quasi dimenticato, ma non del tutto. Perciò diffido di una morale che facesse dell’amore il suo unico criterio, a maggior ragione per il fatto che oggi dell’amore noi sembriamo non voler trattenere che l’intensità. Ma d’altra parte non voglio accusare troppo la mia epoca, perché la nostalgia e il desiderio della durata restano molto forti e profondi”.

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2 pensieri su “L’amore: sentimento e giuramento

  1. Molto interessante quello che ha detto Finkielkraut, e condivisibile. L’amore umano non può diventare eterno se non attinge a quella nostalgia che custodisce nel cuore, una nostalgia che è il riflesso di in Amore più grande, eterno, incorruttibile che il nostro Creatore ha messo come sigillo in ogni creatura.
    Ho trovato geniale e molto efficace come Monsignor Enzo Bonetti ha parlato dell’azione dello Spirito nella coppia, durante un convegno a cui abbiamo partecipato in gennaio. Questo è il link

    Antonietta
    asuaimmagine.blogspot.com

    • Video interessante ed accattivante, anche se preferisco molto, simbolicamente, il maghen dawid che interseca i triangoli (per altro equilateri e non rettangoli) invece di affiancarli.

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