Non è mancato nulla nel bel week end marchigiano: amicizia, incontri significativi, ottimo cibo (e vino…), colori e panorami mozzafiato. Non è mancato proprio nulla: neanche una lezione di fede e di amore. Grazie!
 
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Reduce da una settimana di full immersion nel lavoro, e alla vigilia di un attraente fine settimana marchigiano, ritorno ai tanti pensieri e “incontri” di questi giorni, tutti confluiti nel rosario di ieri a Santa Maria Maggiore. Soprattutto vi ho portato gli amici che vedrò nel week end e due mamme a cui non smetto di pensare da sabato scorso. Una aspetta il terzo bimbo (auguri!!!), l’altra l’ha perso qualche settimana fa. Proprio nei giorni di Pasqua. Sono profondamente addolorato per questa splendida famiglia, colpita da una così grande sofferenza. Mi viene in mente – e la dedico a loro – una frase di C.S. Lewis: “Sono persuaso, naturalmente, che la religione cristiana sia, alla fine, una cosa di indicibile conforto. Ma non comincia nel conforto: comincia nello sgomento, ed è vano cercare di arrivare a quel conforto senza prima passare da questo sgomento…”.

485_4124_iconaAbbandono
 

“Una mistica feriale, un metodo per gustare l’ordinario”. Trovo azzeccatissima la definizione del trattato di Jean Pierre De Caussade “L’abbandono alla divina provvidenza” che ne dà Alessandro Berti, lui che ne ha curato una toccante riduzione teatrale. Anch’essa da gustare, come ho fatto io ieri sera nella splendida cornice della basilica romana di San Saba sul piccolo Aventino (se qualcuno ne ha la possibilità, non si perda la replica questa sera alle 20). Un grande testo e una grande interpretazione, capace di far vibrare oggi le lettere del gesuita francese scritte tre secoli fa ma attualissime nel loro indicare l’umile e confidente abbandono quale via per cogliere che ogni istante contiene una ricchezza superiore a quella che possiamo accogliere. E questo ci immerge nella vita così come in Dio, aprendoci vertiginosi margini di pace e di luce, che non finiscono mai.

 

Lagosta-penisola-Struga (Small)Siamo penisole
 

Di sabato scorso ricorderò a lungo anche la mattinata trascorsa al convegno del Cefa, un’associazione di famiglie per l’educazione e la cultura. Ho trovato molto stimolanti, infatti, gli interventi dei relatori, oltre che commovente l’accoglienza riservatami. “Per alcune delle cose più importanti della nostra vita abbiamo studiato poco”, ha notato una professoressa. E quelle fondamentali si apprendono quasi sempre in famiglia. Anche perché “un’azione diventa educazione se si stabilisce un legame”, nella libertà e reciprocità. Ho annotato anche la bella citazione di John Donne: “Nessun uomo e nessuna donna è un isola; siamo invece tutti penisole…”. E l’invito dell’ultima relatrice a riconciliarsi col proprio passato. Perché l’identità ha molto a che fare con la storia.

Quasi come ai vecchi tempi. Il pomeriggio di ieri a Grottaferrata con un gruppo di docenti di religione della diocesi di Roma mi ha riportato ai bei confronti fra insegnanti, spesso conditi da visite artistiche e momenti conviviali. Che, naturalmente, non sono mancati: prima dell’ottima cena “ai Castelli”, l’abate (archimandrita) ci ha mostrato ogni angolo della basilica e del monastero, uno splendido balcone di silenzio e di bellezza affacciato sulla città eterna.
 
DSC_0041 (Small)DSC_0146 (Small)DSC_0064 (Small)DSC_0076 (Small)DSC_0084 (Small)DSC_0134 (Small)

chioggiaGli impegni di lavoro mi hanno permesso solo di costeggiare il lungomare di Sottomarina e di attraversare velocemente il centro storico, ma sono rimasto molto colpito dalla bellezza di Chioggia. La terrò in grande considerazione per una gitarella futura…