1326683_59143891 (Small)Auguri “gravitazionali”
 
Tra gli auguri più belli ricevuti oggi vi sono certamente quelli “copernicani” inviati da I. Sì, copernicani, ossia di non ruotare sempre attorno a se stessi, ma ad altro; ad avere fuori di noi il centro di gravitazione… E a rimanere una benedizione nella vita di chi ci incontra.
  
In questi ultimi appunti dell’anno, poi, non può mancare il brano di Hans Urs von Balthasar oggetto della meditazione del mattino: “L’acqua tende verso il basso e anche l’amore va verso il fondo, è la sua forza di gravità. Ciò che viene da sopra non ha bisogno di altezza, ha bisogno di profondità, vuole sperimentare l’abisso. Ciò che viene dall’alto è già intatto e puro, solo discendendo può rivelarsi”.

desiderioPensieri di fine anno
 

"Se in questi tempi irrequieti ci domandiamo che cosa alla fine realmente rimarrà di tutta l'agitazione, di tutto il via vai di pensieri e riflessioni, di tutte le preoccupazioni e paure, di tutti i desideri e di tutte le speranze che ci animano, e se vogliamo lasciare che sia la Bibbia a darci la risposta, ci viene detto: di tutto questo alla fine rimarrà soltanto una cosa, cioè l'amore che abbiamo avuto nei nostri pensieri, nelle nostre preoccupazioni, nei nostri desideri e speranze. Tutto il resto cessa, passa, tutto ciò che non abbiamo pensato e desiderato per amore, tutti i pensieri, tutta la conoscenza, tutti i discorsi senza amore finiscono: soltanto l'amore rimane in eterno".
 
Dietrich Bonhoeffer

Le-quattro-stagioni-di-un-vecchio-lunarioLe stagioni della memoria

Fra i diversi libri ricevuti in questi giorni,ho scelto “Le quattro stagioni di un vecchio lunario” di Luisito Bianchi (Sironi editore, 2010) per accompagnare le sere di Natale. Un libro di ricordi appena sfiorato dalla malinconia, in cui tornano, con gli occhi di uno scanzonato bambino ultraottantenne, le fiere di paese, le novene e i presepi, le tradizioni contadine capaci di toccare anche chi, come me, ne ha solo sentito parlare. Scene perdute, giochi e profumi che possiamo solo immaginare, brividi di attese e di conquiste che suscitano un pizzico di invidia e di commozione. Genuine come la prosa di uno scrittore straordinario, capace di schizzare la gioia più pura con parole semplici e spesso dimenticate.

1230024524706_dsc_7144Anche quest’anno il grande albero di Natale della Stazione Termini si è rapidamente ricoperto di foglietti e fogliettini dai più svariati contenuti. Mi sono fermato a dare un’occhiata, ieri, in attesa di partire, e vi ho trovato messaggi in tutte le lingue, specialmente orientali. Commenti di turisti di passaggio, desideri di innamorati, ricerche di lavoro, biglietti redatti da evidenti manine infantili, invettive politiche e “preghiere” di studenti in fuga da scuola… Su quei rami di plastica pendono riflessi di varia umanità, a testimoniare i due più grandi bisogni della società odierna: quelli di simboli e di ascolto.

chronicles_narnia_voyage_dawn_treader_teaser_poster_01Narnia capitolo terzo
 

Effetti speciali stratosferici e un’evidente morale ecclesiale-sacramentale. Sono questi, a mio giudizio, i due elementi preponderanti del film “Le cronache di Narnia 3: Il viaggio del veliero”, che può contare su una valida regia e la valorizzazione degli elementi più simpatici dei precedenti episodi, a cominciare dall’impavido roditore Reepicheep. Il mio noto debole per Lewis mi impedisce di essere imparziale, ma quella di ieri è stata proprio una giornata (e una serata) ricca e calda. Di questi tempi…