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20-sigaretteVenti sigarette a Nassiriya

Sono uscito molto colpito dalla proiezione del film “Venti sigarette”, film-testimonianza di Aureliano Amadei, giovane regista unico sopravvissuto al terribile attentato di sette anni fa alla base dei carabinieri di Nassiriya, in Iraq, in cui morirono ventotto persone, diciannove dei quali italiani. Commozione, inquietudine, sgomento, vergogna, gratitudine sono i sentimenti che più mi hanno colto. Insieme a un pensiero per gli amici militari e per quanti svolgono il loro servizio in contesti così pericolosi e lontani da casa. Mi è tornata in mente la visita alla caserma italiana di Sarajevo, nel 2003, di cui conservo un bellissimo ricordo. Sono andato a rileggermi le parole del cardinal Ruini ai funerali delle vittime. “Soltanto Dio non può essere fermato dalle barriere della morte e soltanto il suo amore e il suo perdono sono più grandi dell’intera somma dei peccati che attraversano la storia del genere umano”.

Il film non risparmia denunce e durezze. Si incide nella coscienza. Provoca e fa bene. Peccato che non conceda nulla, o quasi, alla speranza. Il merito più grande, credo, è l’altissima umanità che rivela nei nostri soldati. Massimo Ficuciello, un nome per tutti. Ben venga tutto ciò che ci fa ricordare.

facciataliceoVentidue anni sono tanti nella vita di una persona. Eppure ieri sera si sono sbriciolati in pochi minuti, a mano a mano che davanti al “Righi” riprendeva forma la 5A del 1987/88. Come ci fossimo appena lasciati. Così, fra un piatto e l’altro, vecchi ricordi di scuola e qualche ragguaglio su lavoro, mogli e figli, la serata non ha risparmiato né risate né (un pizzico di) commozione. La vera scuola è quella che continua a insegnare, anche ventidue anni dopo.

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JHNewmanUn passo alla volta mi basta

Domani, a Birmingham, verrà proclamato beato il cardinale e studioso inglese John Henry Newman. Una figura straordinaria, grande “cantore della coscienza”come spesso viene definito. Di lui mi piace oggi ricordare soprattutto le parole di una nota preghiera, dense di fede e di serenità.

“Guidami, o luce amica, tra le tenebre che mi circondano. La notte è buia e io sono lontano da casa, guidami Tu! Sostieni il mio cammino; non chiedo di vedere l’orizzonte lontano; un passo alla volta è ciò che mi basta”.

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Affido a qualche scatto la memoria di questi giorni splendidi trascorsi tra Oristano e Cagliari, archeologia e mare, mirto e vermentino, bottarga, porceddu e seadas… ma soprattutto nella gioia dell’ospitalità e dell’amicizia. In un contesto del genere, la gioia per l’ordinazione sacerdotale di don Emanuele è stata ancora più grande! Il regalo più bello ce l’ha fatto lui…

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