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Il peccato

Il peccato, nel suo nucleo essenziale, è il rifiuto di se stessi, il rifiuto della libertà, il rifiuto di crescere, il rifiuto di arrivare alla vita divina. Ed è questo rifiuto centrale che trascina tutto il resto. Se ho scelto di ricadere in me stesso, rimango necessariamente in balia dei miei istinti, qualunque siano. È certo che la colpa è innanzi tutto interiore. Decide della nostra stessa personalità. Decide della nostra eternità… Dio ci chiama ad essere liberi, a decollare verso di lui nell’amore. Ci chiama alla nostra grandezza.

Maurice Zundel

Avatar2aAvatar

Con un po’ di ritardo rispetto all’uscita nelle sale, sono andato anch’io, qualche giorno fa, a vedere “Avatar”, il kolossal cinematografico che ha sbancato i botteghini di mezzo mondo. E’ difficile non uscire dalla sala impressionati tanto minuziosamente curati sono i dettagli degli effetti digitali: un’esperienza visiva davvero unica, che dà il senso della grandiosità. Anche se la trama non è particolarmente originale e mancano veri e propri colpi di scena, l’immedesimazione dello spettatore non è difficile, così come la spinta a sognare. Si resta incollati agli occhialini 3D per tutte le due ore e quaranta minuti, catturati e sorpresi scena dopo scena. Anche per questo mi appassiono poco alle accuse di ecologismo e pacifismo che la pellicola ha ricevuto. Si può concedere a un film del genere un po’ di utopia e di netta distinzione tra bene e male. Anche l’ammiccamento a una visione panteista non mi ha dato particolare fastidio. C’era molto più divino impersonale in “Guerre stellari” e a ben guardare Eywha non è affatto una semplice anima del mondo. Risponde alle preghiere e non annulla in sé l’individualità di chi muore. In ogni caso, avevo proprio voglia di vedere un film di fantascienza luminoso e incredibile.

sunshine1Tutto mi si può chiedere

Come sacrificio.

Sarò disposta a dare

In parte la mia vita.

Ma non mi si chieda di non amare;

sarebbe come dire al sole:

tramonta

e non risorger più.

O.

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200px-Antonio_LanfranchiAl di là di quello che riuscite a realizzare

Ieri sera, durante la veglia di preghiera con cui i giovani della diocesi hanno salutato mons. Lanfranchi, trasferito da Cesena alla sede arcivescovile di Modena, sono stati distribuiti alcuni foglietti con brani dei suoi discorsi. A me è toccata una breve meditazione sull’incontro tra il “giovane ricco” e Gesù.

“C’è una felicità che il semplice comportamento buono non può dare… Non affrontate la vita ripiegati su voi stessi, ma esponetevi allo sguardo di Gesù. Vi invito a chiedervi: Se io mi colgo, mi leggo nel cuore di Gesù, come mi scopro, come mi vedo? Vi coglierete amati da sempre, amati gratuitamente, amati al di là di quello che riuscite a realizzare”.

che_fine_hanno_fatto_i_morgan_GDue risate con i Morgan

Ha tutti i difetti delle commedie americane – luoghi comuni, personaggi stereotipati o caricaturati, lieto fine prevedibile… – ma mi è tanto piaciuto! Che sia per gli stessi motivi? Mah… “Che fine hanno fatto i Morgan” non riceverà l’Oscar come miglior film o per l’attore protagonista, ma l’ho trovato divertente e nient’affatto banale. Anzi! Cosa chiedere di più per una serata (carnevalesca) di sana evasione e simpatica compagnia?

cielo_nuvoleLa vita non è abbastanza. Allora cosa voglio? Voglio una decisione per l’eternità, qualcosa da scegliere e da cui non mi allontanerò mai, in nessuna oscura esistenza o qualunque altra cosa accada. E qual è questa decisione? Un qualche tipo di febbre della comprensione, un’illuminazione, un amore che andrà oltre, trascenderà questa vita verso nuove esistenze, una visione seria, finale e immutabile dell’universo. Questo è ciò che intendo quando dico che “voglio degli Occhi”. Perché dovrei volere tutto questo? Perché qui sulla terra non c’è abbastanza da desiderare, o meglio, qui non esiste una singola cosa che io voglia. Perché non voglio la vita terrena? Perché non mi basta? Perché non mi illumina l’anima, non mi riempie il cervello di eccitazione e non mi fa piangere mai di felicità. Perché vuoi provare queste cose? Perché la ragione e le questioni di fatto, la scienza e la verità non me le fanno provare e non mi conducono verso l’eternità, anzi, mi soffocano come l’aria viziata, stantia.

Jack Kerouac

(grazie a Martina)

vignetta felipe

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Facendo pulizia fra le vecchie fotocopie che usavo a scuola, ho trovato anche questa vignetta di Quino, un maestro nel suscitare agrodolci sorrisi. La riporto qui, a beneficio mio e di quanti sono in fase di scelta…