einaudiDio è grande…

Dei regali natalizi ho fra le mani in questi giorni il bel libretto di Gualtiero Peirce “Il Signore è grande e non si può disegnare (perché nel foglio non ci sta)”. Un’incursione attenta e curiosa in tre scuole religiose di Roma: una cattolica, una ebraica, una islamica. I quadri, riportati fedelmente dallo scrittore-osservatore, sono gustosi e istruttivi. Le domande dei bambini, e soprattutto le loro risposte, sono di quelle da fare invidia a teologi e maestri. E mostrano una confidenza con l’Eterno così naturale e disarmante che possiamo solo sperare di recuperare da loro…

“La cosa bella, qui – scrive Elena Loewenthal su ‘La Stampa’ – è che se non ci si guarda bene intorno nella pagina, risulta praticamente impossibile capire dove siamo. Se nella scuola ebraica, in quella cattolica o in quella islamica, s’intende. I nomi dei bambini aiutano, ma non sempre. Loro, invece, che siano ebrei, cattolici o islamici, parlano un’unica lingua, in fatto di fede”. È vero, ma non perché scompaiono le divisioni fra le grandi fedi, ma perché qui si discute dell’essenziale, dei fondamenti.

E così… Seconda B, scuola elementare cattolica: «Ditemi un po’, a chi somiglia Dio?». Un paio di alunni si mettono subito al sicuro: «Alla maestra!», «Ai genitori!». Poi alza la mano Sofia, guardando dritto dritto dietro gli occhiali rossi: «Dio assomiglia a Giulio!». E con l’indice benedice il compagno che le sta di fronte, tutto rosso di imbarazzo.

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