Sotto la Croce del Sud

bandiera gmg (Small)Un piccolo racconto per immagini dello splendido viaggio a Sidney delle scorse settimane. Impossibile raccogliere tutti i messaggi e le emozioni di questi giorni. Bastino tre spunti di riflessione. Il primo è il denso sommario con cui Benedetto XVI ha concentrato il suo discorso ai giovani della Gmg. Il secondo contiene una perla di saggezza donata dal Papa nella notte di Randwick. Il terzo, una frase che trovo a suggello di un bel libretto di foto su questo angolo di paradiso.

Ispirati dalle intuizioni di sant’Agostino, fate sì che l’amore unificante sia la vostra misura; l’amore durevole sia la vostra sfida; l’amore che si dona la vostra missione! 

Fate sì che la vostra fede maturi attraverso i vostri studi, il lavoro, lo sport, la musica, l’arte. Fate in modo che sia sostenuta mediante la preghiera e nutrita mediante i Sacramenti, per essere così sorgente di ispirazione e di aiuto per quanti sono intorno a voi. Alla fine, la vita non è semplicemente accumulare, ed è ben più che avere successo. Essere veramente vivi è essere trasformati dal di dentro, essere aperti alla forza dell’amore di Dio. Accogliendo la potenza dello Spirito Santo, anche voi potete trasformare le vostre famiglie, le comunità, le nazioni. Liberate questi doni! Fate sì che sapienza, intelletto, fortezza, scienza e pietà siano i segni della vostra grandezza!

If you don’t know where you are going, how can you expect to get there?

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“Avrete forza dallo Spirito Santo”

fotocentraleAncora qualche ora e si parte!

È un pellegrinaggio molto particolare – venti ore di aereo – e certamente diverso dai precedenti, ma è facile coglierne il significato. “Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi”, dicono gli Atti degli Apostoli, posti dal Papa in calce a questa 23esima Gmg. “E mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”.

Al giorno d’oggi, in piena globalizzazione economica e tecnologica, quali sono i confini della terra? Porterò questa domanda a Sidney con me. Non è difficile, invece, misurare i confini del nostro cuore, della nostra solidarietà, di quello che chiamiamo verità. Chissà che non ci voglia proprio un incontro all’altro capo del mondo per sfondare le barriere intime della paura e dell’orgoglio.

Letture estive
  
912181_hardbacksEngellieder, già da qualche giorno a dire la verità, chiede qualche segnalazione libraria per l’estate… Il vortice di questi giorni non mi permette una condivisione minimamente ragionata. Dovendo però affrontare un lungo viaggio, quello che posso fare è elencare i libri che porterò con me sull’aereo.
 
Sono tre romanzi. Il primo è "Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien. Non so se la cosa possa suscitare scandalo ma – nonostante abbia visto e apprezzato i film – non ho mai affrontato la lettura integrale dell’opera…
  
Il secondo è la biografia di S. Caterina da Siena, scritta da Louis De Wohl: “La mia natura è il fuoco” (BUR). Di lui ho già letto il romanzo storico su Costantino (“L’albero della vita”) e mi è piaciuto, nonostante qualche passaggio un po’ troppo agiografico. Vedremo.
   
In valigia metterò anche il thriller di Joseph Thornborn “Il quarto segreto” (Piemme), un fantasy religioso sulle apparizioni di Fatima. Ne ho letto una buona recensione e, d’altra parte, non c’è stata estate negli ultimi anni in cui non mi sia regalato qualche giallo…

Navigatori per Cristo

benedetto paoloChissà se avrebbe immaginato un tale dispiego di mezzi nel suo nome. Conferenze, trasmissioni televisive, mostre, pellegrinaggi, concerti, convegni, siti internet, libri e riviste ad hoc. Lui che, diceva di sé ai cristiani di Corinto, “non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza”. Ma “con molto timore e trepidazione”.

Eppure, quei deboli ma appassionati discorsi, duemila anni dopo, sono indelebilmente scolpiti nella storia e nella coscienza dell’uomo, in Occidente come in Oriente. E lui, l’autore, Paolo di Tarso, è al centro di un anno di celebrazioni che, fin dalle prime battute, si annuncia come un’inedita opera di evangelizzazione tramite il mondo della cultura e della comunicazione.

“Se San Paolo rinascesse oggi, farebbe il giornalista”, recita il titolo di un corso di spiritualità promosso dalle diocesi di Brescia e Piacenza-Bobbio. Paulus 2.0, con evidente riferimento al web interattivo, è la testata del blog ideato da un appassionato ricercatore “per sopravvivere all’Anno Paolino”. Password, invece, il nome scelto per un’edizione “giovane”, economica e tascabile, delle lettere dell’Apostolo.

Il giubileo voluto da Benedetto XVI per la ricorrenza bimillenaria non è però un puro evento mediatico, come non appartiene al genere dei reality show la Giornata mondiale dei giovani che inizia il 15 luglio a Sidney e che verrà rilanciata in streaming e podcasting, su blog e youtube. Strumenti che al tempo di Paolo erano semplicemente impensabili, mentre oggi sono piazze e autostrade frequentate anche dagli evangelizzatori. I nuovi immensi areopaghi dell’età moderna, li definì quasi vent’anni fa Giovanni Paolo II, il primo papa internettizzato.

Ai tempi del grande apostolo di cui festeggiamo il compleanno, l’areopago era invece una ristretta cerchia di intellettuali, gli opinion leader dell’epoca. Da questo punto di vista, forse, le cose non sono cambiate poi troppo: anche oggi il potere di influenza sui consumi e sulle abitudini del popolo globale è concentrato in poche mani. A questo fa riferimento Benedetto XVI quando ricorda, applicando ai media un noto principio della bioetica, che “non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente praticabile”.

Come a Colonia tre anni fa, il Papa, a Sidney, raggiungerà i giovani arrivando dal mare, dopo un tratto di navigazione nella baia. Da Paolo ad oggi, sono molte le terre in cui il Vangelo è arrivato allo stesso modo, sbarcando dopo calme o burrascose traversate. La fede, insomma, è affare di chi non teme gli spazi aperti e insicuri.

Firmino

firmino01gDi ritorno da una bella giornata qui, ho approfittato ancora una volta delle ore di treno per portare avanti qualche lettura. Ieri è toccato a Firmino farmi compagnia, il ratto protagonista dell’omonimo bestseller di Sam Savage, libro rivelazione degli ultimi mesi.

Sarà forse a causa dell’aspettativa creata dalle favolose recensioni, o dell’atmosfera cupa e tragica del racconto, ma girata l’ultima pagina mi è rimasta solo una grande malinconia. Niente da dire sulla tecnica dell’autore e sull’idea del topo che ha letto (divorato, letteralmente) più libri degli uomini. Ma se c’è un racconto senza speranza è proprio questo. Metafora della condizione umana, si dirà. Dei sogni che prima o poi si infrangono, del cinismo che tutto oggi pervade. Addirittura della solitudine e dell’incomunicabilità che la fanno da padrone. È certo così. Ma davvero non resta niente dell’amicizia, della lettura, del desiderio?

Una sera con Dante

benigni danteQuesta sera, solo in casa, che fare? Facile! Un dvd…
E cosa meglio del regalo di Silvia: i primi canti della Divina Commedia commentati da Benigni?! Roba da vedere con la matita in mano a prender appunti. E il fazzoletto nell’altra, ad asciugar gocce fuggiasche…

Alla fine, è pieno il notes. E dice: Per fare poesia una sola cosa è necessaria, tutto.
Tutto è degno di essere salvato.
La teologia è la poesia di Dio.
La vita è destino e viaggio, conoscenza e amore.
Nessuna opera è immortale se non ci sono dietro gli occhi di una donna.
Dante non ha scritto la Divina Commedia perché Dio esiste, ma perché Dio esista.