Dopo quattro giorni di full immersion

ass_ceiUna Chiesa proiettata fuori dal tempio, e la cui figura simbolica è il sagrato, ossia un luogo di incontro e di accoglienza, di orientamento a Dio e al prossimo. E’ l’immagine di comunità cristiana su cui, lunedì scorso, il cardinale Bagnasco, presidente della Cei, ha imperniato l’introduzione all’Assemblea dei vescovi. Un discorso, il suo, dallo sguardo lungo: gettato in avanti sulle dinamiche sociali e culturali, sul Paese e oltre.

La visione tipica di un uomo spirituale ma non disincarnato, che riconosce la Provvidenza all’opera anche oggi, tanto da definire meravigliosi i tempi che stiamo vivendo e da smascherare chi, funzionale al consumo e allo spettacolo, si accontenta dei sotto prodotti e delle mezze misure.

L’aula del sinodo, ampia conchiglia che ogni anno accoglie i vescovi per cinque giorni di intensi lavori, fa da cassa di risonanza alle preoccupazioni ma soprattutto alle speranze degli uomini di fede, e non solo. Non è un parlamentino-ombra, così come è tutt’altro che un’invasione di campo la progettualità politica dei credenti. Perché, ha ricordato Bagnasco, partecipare al dibattito pubblico in nome del vangelo, accettando le regole della democrazia, non può essere interpretato come una minaccia alla laicità delle istituzioni.

Sbaglierebbe anche chi pensasse, sulla scorta dei titoli dei principali giornali, che i vescovi italiani si incontrino per elaborare strategie politiche o inviare messaggi ai governanti di turno. In Vaticano, nei giorni scorsi, si è parlato di educazione delle nuove generazioni e di dialogo interreligioso, del sostegno economico alla Chiesa, di crisi alimentare globale e di impegno per la riduzione del debito ai Paesi poveri. Si è levata la voce dei vescovi stranieri, spesso provenienti da terre travagliate, e di quelli che operano sul terreno scottante della difesa della dignità dell’uomo, che sia nato in Italia o altrove.

Nell’emiciclo affacciato sulla basilica di San Pietro domina il nero delle vesti episcopali. Le macchie di colore qua e là sono le magliette dei numerosi giovani invitati all’Assemblea. All’educazione dei nostri ragazzi i vescovi hanno dedicato un ampio spazio dei lavori. “Non li giudichiamo, vogliamo piuttosto dare loro fiducia. Il problema dei giovani sono gli adulti”, ha esordito il cardinale Bagnasco, sottolineando come il loro smarrimento non cancelli una profonda domanda di autenticità e di autorevolezza.

Non ne possono più delle “passioni tristi” offerte loro da una società che anestetizza le coscienze. Fra 50 giorni, a Sidney con papa Benedetto, lo grideranno al mondo intero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...