E quattro!

kubrickheaderOra anche per lavoro. Con questo sono quattro i “blog” in cui si esercita la mia penna elettronica. Certo è molto diverso dagli altri, ma mi appassiona allo stesso modo. Il materiale, poi, non manca di sicuro…

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Adesso viene la notte
   
8804577908Il viaggio di ieri in treno è bastato per leggere “Adesso viene la notte” (Mondadori), l’ultima proposta letteraria di Ferruccio Parazzoli. Un testo (quasi) teatrale, complesso, penetrante. L’atmosfera è soffocante fino alla penultima pagina. Non potrebbe essere altrimenti per un’opera che si presenta come “la diabolica messa in scena di una delle più buie storie italiane”. Quella del rapimento e dell’assassinio di Aldo Moro. E del travaglio di Paolo VI, di cui queste pagine ben rendono l’interiorità e la statura. Altri due protagonisti riempiono il volume: Dio e Satana. Entrambi in abiti talari, si confrontano dalla prima all’ultima pagina. Non sulla nostra pelle, ma per la nostra vita.

La fatina che salvò Gesù

LilimCCome mettere insieme fantasia e storia, favola e realtà, saggezza antica e tecnologia moderna. Scritto molto bene, “Lilim del tramonto” (Bruno Tognolini, Tea) riesce nell’ardua impresa di catapultare il lettore nella Palestina di duemila anni fa, in una fantastica lotta del bene contro il male, senza mancare di rispetto alla Storia delle storie. Anzi, cogliendo il cuore dell’Avvento: tutto il mondo in cammino verso un solo luogo, come un centro d’attrazione davanti al quale si è costretti a scegliere, a venir fuori come si è veramente. Bambini. Ogni tanto fa bene leggere un libro per ragazzi.

Viene da alzarsi in piedi sulla sedia

pagliabenigni0tw“Io, Dante e Gesù Cristo”. È il titolo dell’intervista a Roberto Benigni apparsa domenica scorsa sul Giornale. Il protagonista de “La vita è bella” ha un rapporto straordinario con le parole. Specialmente quelle più profonde. Nelle sue risposte ci sono i fondamenti. Perfino il rapporto tra fede, ragione e poesia: “Dante ci fa entrare in quello che solo l’intelligenza è in grado di cercare ma, da sola, non è capace di trovare”. Qui il testo integrale dell’intervista. Di seguito, invece, un passaggio del comico toscano che mi commuove ogni volta che lo leggo.

“Come si fa a non restare affascinati dalla figura di Gesù Cristo? Si legge il Vangelo e ci si chiede ‘chi è questo qui?’. Io lo leggo per piacere – leggo anche altri libri della Bibbia come quello della Sapienza – ma resto sconquassato dal Vangelo, basta un rigo delle parabole. Ha una forza spettacolare, viene da alzarsi in piedi sulla sedia… C’è dentro una violenza che ti mette le ali. Una forza che ti scarabocchia tutta la vita. Perché ti dice che puoi sempre ricominciare da capo. Ti mette nella condizione di fare ognuno la rivoluzione dentro te stesso. Prima che arrivasse Gesù il rapporto con Dio era fatto di dolore e lui se l’è preso tutto su di sé. Per me è una cosa sconcertante”.

Nuove religioni
   
scientology_gardini_sette_06h80Ho sempre apprezzato i libri testimonianza. Se poi è anche uno scritto di denuncia, come in questo caso, la lettura scorre ancora più rapida. “I miei anni in Scientology” è l’incredibile racconto di Maria Pia Gardini, sorella del più noto imprenditore ravennate Raul, fuoriuscita dall’organizzazione fondata da Ron Hubbard dopo averne rapidamente scalato i gradini. E sborsato quasi due milioni di dollari… Un libro illuminante. Da leggere.

Fulvia

sbarreMercoledì scorso, aprendo la Quaresima, il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi ha raccontato due storie di conversione. Una antica, quella di Agostino di Ippona. L’altra contemporanea: la vicenda di Fulvia Maglietta, passata dalle Brigate Rosse a una profonda vita di fede.

Devo a lui l’amicizia con Fulvia, conosciuta un anno fa per un’intervista. Mi sorprese la sua serenità e mansuetudine. Il modo in cui parlava degli anni di piombo, della latitanza, del carcere. È qui che la sua vita cambiò radicalmente. “La mia identità si stava frantumando”, racconta. “Cominciavo ad avere crisi di identità profonde: da un lato non mi riconoscevo più in quelle teorie così totalizzanti e radicali, dall’altro non avevo più altra realtà cui guardare. Dentro di me c’era un grido che non riusciva a venire fuori e che mi creava una tale angoscia da pensare di farmi del male. Giorno e notte pensavo al suicidio”.

Una sera, però… “Guardando dalle sbarre della cella, vidi in lontananza una croce illuminata, sopra la cupola di una chiesa. Mi rivolsi a quella croce e chiesi aiuto: un aiuto silenzioso, fatto senza alcuna vera intenzione di preghiera. Subito l’angoscia che mi schiacciava come un macigno si dissolse come neve al sole, e un mare di pace entrò nel mio cuore. Stupita e commossa, riconobbi in quel dono la presenza di Dio, perché nessun aiuto umano poteva dare una pace così immediata e profonda da cancellare il peso che mi portavo dentro. Lo stupore era così grande da provare solo gratitudine”.

Fu la scintilla iniziale. E poi? “Il giorno successivo chiesi al cappellano del carcere di poter avere una Bibbia e cominciai a leggerla. Sin dalle prime pagine mi accorgevo che la Parola di Dio incredibilmente mi ridonava un’identità, mi aiutava a ritrovare me stessa. La mia personalità ridotta in pezzi tornava a ricomporsi. Oggi capisco che era l’azione meravigliosa dello Spirito Santo che mi faceva risorgere”.

Oggi Fulvia è catechista nella sua parrocchia genovese. “La gratuità dell’amore e del perdono di Dio: è questo che ha sconvolto la mia vita. Non c’è male, per quanto grande, che non possa guarire. Non c’è condizione dalla quale Gesù non ci possa tirare fuori. Questa è stata la mia esperienza e, per certi versi, continua ad esserlo perché la conversione è un tempo che dura tutta la vita. Non si finisce mai di conoscere questo amore che è storico, concreto, vivo. È davvero un faro nella notte”.