Cantieri aperti

  

281Sembra quasi una congiura. Mentre sto leggendo il romanzo di Ildefonso Falcones “La cattedrale del mare”, ambientato in una Barcellona medievale ai tempi della costruzione della chiesa di Santa Maria del Mare, è già la terza volta che mi capitano sotto gli occhi alcuni articoli su un altro secolare cantiere, questo ancora aperto, nel cuore della stessa città catalana.

Parlo della grande fabbrica della Sagrada Familia, il capolavoro di quel genio dell’architettura e della fede che fu Antoni Gaudì. Sono passati 125 anni dall’avvio dei lavori. E, tra vicende e misteri di tutti i tipi, sono ancora lontani dal vedere la conclusione. Succedeva così anche nel medioevo, dove chi lavorava erano soprattutto la gente umile e la Provvidenza.

  

sagradafamiliaDue milioni e mezzo di persone ogni anno si arrampicano su quelle guglie e si insinuano tra le impalcature. Mi vengono ancora i brividi quando penso alla volta che l’ho vista, durante una gita scolastica qualche anno fa. In realtà dovrei usare il plurale: agli studenti non bastò la visita inserita nel programma e vollero tornarci una sera, per vederla illuminata, e poi ancora il pomeriggio prima di partire… Come dar loro torto? È davvero difficile non innamorarsene.

Dipinti di luce
 
vetrate_12Ho letto sui giornali, nei giorni scorsi, della morte di padre Costantino Ruggeri, francescano noto per le sue opere di arte sacra. Non sono certo un intenditore, ma ricordo bene come mi sentii avvolto di luce amica entrando, anni fa, per la prima volta, nella cappella del Sermig di Torino. E letteralmente riempito dai colori che, dalle vetrate, tagliano il bianco della nuova chiesa al Divino Amore, qui a Roma. Così oggi voglio chiedergli in prestito la tavolozza luminosa per colorare questa pagina di giornata. Finestre schermate, neon e aria condizionata ormai rischiano di rendere tutto un po’ troppo freddo…
 

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Cesena in festa

Fiera1Ci vuole un po’ di sano masochismo a gettarsi in pasto alla bolgia di San Giovanni, ma è sempre una bella occasione per ritrovare persone, così ho fatto anch’io il mio bravo bagno di folla alla fiera del patrono cesenate. Una fatica ripagata, visti i simpatici incontri (per lo più al grido di “buongiorno prof!” nonostante fosse sera inoltrata). Fa piacere rivedere qualche ex alunno, anche quando notano subito i chili messi su negli ultimi anni. È sempre uno spasso vedere i bambini alle prese con dolci e palloni colorati. Un po’ meno i genitori che usano il passeggino come un ariete tra la folla, con poco riguardo per le caviglie altrui. O i gruppetti che si piantano a parlare in mezzo alle viuzze più strette, creando ingorghi degni di una metropoli. Domani sarà la volta della Messa del vescovo. Mi piace la sua idea di sottolineare ogni anno un aspetto importante per la città. Negli anni scorsi ha richiamato l’attenzione sul tema della vita e dell’educazione. Quest’anno Giovanni il battista porterà a Cesena l’invito al dialogo tra credenti e non, insieme a una riflessione sulla novità che ogni uomo ha la missione di introdurre nella storia.

Nell’anima mi salirà…

È iniziata l’estate! E si sente… Per questa stagione, che è avvolgente e un po’ aggressiva, ma anche tempo di sogni, simbolo di libertà e di cammino, vorrei fare gli auguri con la poesia di Arthur Rimbaud che ieri apriva il “Mattutino” di Gianfranco Ravasi. Sarebbe bello incontrarsi così…

Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri, punto dalle spighe, calpestando l’erba tenera: sognando, ne sentirò ai miei piedi la freschezza. Lascerò che il vento avvolga la mia testa scoperta. Non parlerò, non penserò a nulla. Ma nell’anima mi salirà l’amore infinito e andrò molto lontano, passeggiando come un vagabondo, attraverso la natura, felice come con una donna.

campo spighe

Un libro per capire
 
antisemitismoTerminata ieri sera la lettura di “Mille splendidi soli” – intenso, penetrante, attuale, commovente come pochi, assolutamente da leggere – ho già fra le mani un altro titolo. Si tratta del regalo di un amico: “Antisemitismo. Una categoria fuori controllo”. È il terzo libro di Giorgio Bernardelli che indaga nella travagliata vicenda dell’Israele di oggi. È un libro scritto dal coraggio. Prima di tutto dell’autore, pronto a sfidare luoghi comuni, semplificazioni, pregiudizi. Ma anche il coraggio dei tanti che si intravedono dietro a queste pagine, spesso testimoni diretti e protagonisti del dramma che continua a consumarsi in Terra santa. Uomini di fede, persone comuni, “giusti” di tutti i popoli. Li avrò come compagni nei prossimi viaggi in treno. Intanto, l’occhio è già corso in avanti, al capitolo in cui Giorgio indica la prima trincea da cui combattere l’antisemitismo: l’educazione. Una buona lettura, dunque, cui si può affiancare l’illuminante articolo di padre Pizzaballa, custode di Terra santa, su “Avvenire” di ieri (lo si può trovare qui): “Palestina, quale pace?”.

Prima prova

 

esame

Dante. Costituzione. Villaggio globale. Le prime notizie dalle aule d’esame mi sembrano buone per i ragazzi impegnati col primo scritto della “maturità”. Anche il mio pensiero è lì. Chissà come sono andati i sorteggi per gli orali: ieri sera al telefono ho sentito forti le tensioni e i timori della vigilia. Ma andrà bene. Certo ci sarà chi, dal di dentro, sarà preso dal gioco infernale dei punteggi, e chi, dal di fuori, si fermerà al mito decaduto di un vecchio rito di passaggio. Una promessa di futuro, però, questa prova la contiene. Come una porta spalancata sul proprio io e sul mondo. Gli anni che seguirono, per me, furono tra i più belli. Ma non è tempo di nostalgia, né di retorica. L’esame di maturità lo facciamo tutti i giorni. Specie davanti al dovere, all’amore, al dolore.

Contenitore d’infinito
 
papa_assisiDei molti discorsi del Papa ieri ad Assisi, da cui esce un profilo essenziale e vivo di Francesco, mi colpisce soprattutto una frase ai giovani, sul filo del paradosso: “Solo l’infinito può riempire il cuore”.
 
Un’altra provocazione, questa volta nell’omelia, riguarda ancora le misure. La generosità d’animo, ricorda Benedetto XVI, è ben lontana dall’amore cristiano che si dona senza riserve. E pensare che talvolta anche la semplice generosità è così difficile…