Chi ama crede

Oggi, al termine dell’ultima ora di lezione, una vivace discussione sulla fede in Dio e quella nell’uomo, già salito sul treno per Roma, si è affacciata improvvisamente dentro di me una domanda che non mi ero mai posto: amo Dio perché credo in lui o credo in Dio perché lo amo?

Esiste una libertà senza prezzo?

È stata l’ultima, veloce, tappa della gita scolastica a Roma, ma la visita alle Fosse ardeatine ha suscitato una profonda impressione negli studenti. Ricordo che fu così anche per me quando, ancora ragazzino, don Emilio ci accompagnò al sacrario per la prima volta. In questo giorno di memoria civile mi piace gettare questo ponte fra chi ha pagato con la vita per la libertà e coloro che, giovani oggi, subiscono il fascino di più morbide dittature.

Mi fa venire in mente una vignetta ritagliata tempo fa da un quotidiano. Vi si vedono alcuni adolescenti alle prese con il libro di storia. Eccola qui sotto. Voglio provare a portarla in classe, vediamo che effetto fa…

vignetta ziche

Si parte…

roma5_thAncora una gita! Ma questa volta gioco in casa… Se il risultato è proporzionale alla fatica fatta per mandare in porto il progetto, sarà senz’altro un’esperienza straordinaria.

Ribelle per amore

pironiSi avvicina il 25 aprile e quest’anno ho partecipato anch’io ad una delle manifestazioni legate alla Liberazione. Qualche giorno fa, infatti, è stato presentato un piccolo libro sulla storia di Pietro Pironi, un giovane dei dintorni cesenati morto nel 1944 in Germania dopo essere stato arrestato perché partigiano. Pironi era molto attivo nell’AC parrocchiale, così come altre figure di grande rilievo della Resistenza: Gino Pistoni, Teresio Olivelli, Odoardo Focherini, Flavio e Gedeone Corrà, don Antonio Seghezzi. E si potrebbe continuare, fino a costruire un grande mosaico di giovani “ribelli per amore”.

Di Pietro Pironi mi colpisce la normalità della sua vita. Ciò che di lui è rimasto non sono proclami o diari spirituali, ma soprattutto le lettere alla fidanzata. Insieme a questo, spicca la “normalità” in lui della scelta di non passare con l’esercito nazifascista dopo l’armistizio dell’8 settembre. A costo della vita.

Spesso ci chiediamo che cosa permetta il male, così evidente in taluni passaggi storici. Forse dovremmo chiederci anche cosa c’è dietro al bene, ugualmente presente nel cammino della storia.

Nelle sue mani

papa e ragazzipapa e giovane ragazza

Credo che il modo migliore di festeggiare il compleanno del Papa sia fermarsi un po’ sulle sue parole. Quelle, ad esempio, pronunciate una settimana fa, durante la Veglia pasquale. Quando Benedetto XVI ha perfino prestato la voce al Risorto, leggendo sulle sue labbra una “parola che il Signore rivolge a noi: Sono risorto e ora sono sempre con te, dice a ciascuno di noi. La mia mano ti sorregge. Ovunque tu possa cadere, cadrai nelle mie mani. Sono presente perfino alla porta della morte. Dove nessuno può più accompagnarti e dove tu non puoi portare niente, là ti aspetto io e trasformo per te le tenebre in luce”.

Primi passi in piazza

progetto cultIn punta di piedi, circondato da amici, subito alle prese con pensieri di futuro. È un po’ oscuro il “segnalibro” di oggi, lo so. Ma non c’è bisogno di tante spiegazioni per lasciare una piccola traccia del mio primo giorno “ufficiale” sul nuovo fronte d’impegno. Una piazza grande, complessa, aperta. Certo non avara di incontri belli e di idee che scaldano. C’è già da ringraziare.