Considero valore

milletMi imbatto casualmente in un testo da antologia di Erri de Luca. È un bell’elenco, asciutto ed aperto. Considero valore tutto ciò che viene dal cuore e non è urlato.

Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordarsi di che.
Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

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Una vita con Karol

ph_stanibvdd32_grA pochi giorni dal secondo anniversario della morte di papa Wojtyla, ho voluto ricordarlo ascoltando i ricordi di don Stanislao (oggi cardinal Dziwisz), la persona che più gli è stata vicina negli anni di Cracovia e poi in Vaticano. È stato bello ripercorrere la biografia del Papa attraverso gli occhi filiali del pretino polacco, che è stato molto più che un segretario. Dalla sua memoria esce un’analisi non politica del pontificato, visto davvero “dal di dentro”.

Particolarmente toccanti sono le ultime pagine, dedicate agli ultimi giorni di Giovanni Paolo II. Resta incancellabile anche in me il ricordo di quella notte in piazza San Pietro, circondato da un’atmosfera di dolore ma ancor più di gratitudine e di mistero. In un certo modo, per molti di noi la giovinezza (e la prima maturità…) è stata “una vita con Karol”.

Dopo la gita…

… mi perdo tra le centinaia di scatti, per trattenere un po’ della bellezza dei giorni scorsi. Abbiamo trovato una città molto fredda ma accogliente, dai grandi spazi e dai piccoli dettagli. Un po’ come le anime dei miei giovani compagni di viaggio, ormai pronti a varcare nuovi confini. Potete immaginare i loro occhi. Nutriti di sogni e di spettacoli come questi.

panoramasacro cuorelouvrevan gogharcoamore e psichevetrateeiffell

Indovina la meta

eiffelIl quiz è più facile quest’anno… Dopo l’est tocca all’ovest. È qui che trascorrerò la prossima settimana, con la buona compagnia dei ragazzi di 3A e di 5E. E l’immancabile macchina fotografica. La vigilia della gita scolastica è sempre carica di aspettative. Anche per me, che sono un inguaribile sostenitore della forte opportunità educativa contenuta in quelle ore di pullman, di chiacchierate notturne, di giri per musei e cattedrali. Sei giorni che, in termini di tempo, valgono più di un intero anno scolastico. Senza più i banchi e le barriere di zaini fra me e loro siamo tutti più vulnerabili. L’unico modo per imparare.