In riva al mare come un bambino

conchiglieNon ho saputo resistere: ecco il piccolo bottino di conchiglie frutto della prima escursione in spiaggia. Abbastanza deserta, in realtà, complice l’orario molto mattiniero… Qualche carrozzina, parecchi passeggini, un “predicatore” di non so quali filosofie salutiste. Rari i cellulari, più numerosi i nonni con nipotini al seguito.

Sono bastati pochi passi dalla riva per immergersi nella pace (sulla riviera romagnola, incredibile!). Impossibile non lasciarsi accarezzare da un azzurro senza più confini tra acqua e cielo. Capace di placare anche le acque agitate di questi giorni. Chissà cosa farà da grande quel bambino che raccoglie conchiglie…

mare

Il pane non sceglie le bocche

Ieri, festa del Corpus domini, mi ha colpito una riflessione di Luigi Santucci, in un suo commento all’episodio di Gesù dodicenne tra i dottori del Tempio: “Ci meraviglia questo correre in anticipo fra chi merita meno, questo darsi in pasto come un pane anche alle bocche più sgradevoli. Anche oggi ci meraviglia l’amore”.

Ugualmente forti alcune parole, qualche riga più su, sui teologi per i quali Gesù è scappato di casa: “Essi dicono Mosè, Elia, Geremia come citassero articoli del codice penale; per loro Dio è un libro…”.

Posta da Charre, Mozambico

suore mozambico
“Guardo il cielo ed è di un azzurro intensissimo. Guardo la terra ed è di un colore rosso-marrone forte. Guardo il verde degli alberi ed è più bello che mai. Guardo il volto e gli occhi dei padri saveriani e trovo un sorriso, un colore, un’accoglienza straordinaria… Sono a casa!”.

suor claudiaDa poco più di un mese suor Claudia è in Mozambico. Non ha dimenticato la promessa, e così ecco la sua prima lettera. Le è bastato poco per innamorarsi della sua nuova famiglia.

“Guardo gli occhi ed il volto del popolo mozambicano che incontro per strada o nel cortile delle case, ed ecco mi vengono incontro un sorriso, un’accoglienza ed un’ospitalità grande. Soprattutto mi viene incontro uno sguardo intenso, carico di messaggi”.

Il racconto è lungo, le emozioni si rincorrono. Con lei c’è anche suor Damiana, tanti anni di Colombia nel cuore.

suor damiana“Negli occhi dei bambini leggi la curiosità nel vederci così bianche e tentano di toccarci per sapere di che “pasta siamo fatte”. Nei giovani, negli adulti e nelle donne in particolare, leggi una ricerca di amore, una ricerca di speranza ed una gioia grande perché tu sei lì con loro e condividi la vita col poco o niente che c’è”.

Non è questa la missione?

Ultima campanellaarancio gerbera

Con due gerbere arancioni come questa si è chiuso il mio anno scolastico. Il tredicesimo da prof. Non mi è capitato spesso di ricevere dei fiori, devo ringraziare la 5B. E non solo per il bel pensiero floreale.

Visto da qui, è stato impegnativo, ma anche ricco di soddisfazioni. Il ritorno di R., le lettere e le chiacchierate, le gite… quanti “segnalibri” nel grande registro rosso!

Chissà se quest’anno riuscirò a tener fede al proposito estivo di organizzare un po’ di pensieri per il lavoro futuro. Certo non sarà la stessa cosa senza quell’atmosfera tra l’austero e il solenne delle secolari stanze del “Monti”. Salutandolo, mi accorgo che non avevo mai pensato così profondamente al valore della tradizione. È proprio vero: che cosa possediamo che non abbiamo ricevuto?

Antonello!

A-MESSINA-VERGINE-ANNUNZIATMantiene le promesse la mostra sull’opera di Antonello da Messina, che le scuderie del Quirinale ospitano ancora per qualche settimana. È valsa la pena, ieri, scendere a Roma per vederla…

Le espressioni intense, spesso ironiche, dei ritratti; la cura dei dettagli e ancor più la luce che dalle tavole investe chi guarda, rendono la visita un’esperienza unica. Grande tecnica e grande anima, Antonello ti entra dentro.

Soprattutto la sua famosissima Annunciazione di Palermo, quella senza l’angelo. Dove gli occhi di Maria, le sue mani, il suo silenzio dicono tutto. Il celeste messaggero se ne è appena andato, tanto che la sua luce ancora illumina il viso di lei. Lo sguardo si fa pensoso, cosa succederà?

Santa Maria, donna del silenzio, pregava don Tonino Bello, riportaci alle sorgenti della pace. Rendici persuasi che solo nel silenzio maturano le cose grandi della vita: la conversione, l’amore, il sacrificio, la morte.

Sorprese

Sul treno dopo di me sale una ragazza dal volto scuro come i suoi vestiti. Zainetto sdrucito. Cappellino abbassato, musica nelle orecchie, borchie e piercing. E un anello di ferro a metà fra il gomito e la spalla. Si china sulle fotocopie di etnologia, ma subito squilla il cellulare. E parte un dialogo con la mamma tenero e solare come ne ho sentiti pochi.

portaForse già viene


fra quattro mura
stupefatte di spazio
più che un deserto,
non aspetto nessuno:
ma deve venire,
verrà, se resisto
a sbocciare non visto,
verrà d’improvviso,
quando meno l’avverto:
verrà quasi perdono
di quanto fa morire,
verrà a farmi certo
del suo e mio tesoro,
verrà come ristoro
delle mie e sue pene,
verrà, forse già viene
il suo bisbiglio
 
Clemente Rebora
 
Porto Recanati, 2 giugno 2006