Praga 2006

praga notturnaFinisce la gita e cosa mi ritrovo in mano, oltre a cartine spiegazzate ed elenchi scolastici che ormai non servono più? Beh, tante cose, ma soprattutto le foto di questi giorni. Le immagini contengono molto di più di ciò che si vede. Risvegliano un mondo di voci, di emozioni, di situazioni. Davanti a questo piccolo scorcio notturno del castello di Praga, ad esempio, c’è tutto lo stupore e l’entusiasmo di quaranta giovanissimi attaccati alla ringhiera sulla Moldava. Difficile staccarli da lì. E attorno allo scatto in birreria quanto movimento, sorrisi, dialoghi, tensioni…

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Metto qualche altro volto dei miei ragazzi, non tanto in ossequio alla “par condicio” fra le due classi, la III A e la V C, ma come segno di riconoscenza nei loro confronti: mi hanno dato molto durante questi giorni di convivenza in terra ceca. A loro, dunque, dedico una bella frase di Franz Kafka: il suo profilo ci è spesso venuto incontro in questi giorni. “Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita verso tutte le altezze e tutte le profondità”. Ragazzi, è questo il vero esame da superare…

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Notte prima… della gita!

praha-19Ancora poche ore e si parte. La vigilia della gita scolastica è sempre emozionante. Certo non è più come da ragazzi, ma le attese non mancano. Una settimana è lunga, c’è sempre qualche passaggio difficile, specie quando si avvicina l’ultima sera. Però la gita è anche il momento delle chiacchierate notturne, delle domande infilate tra i sedili del pullman… Qual è la meta? Beh, lascio un indizio qui a fianco…

L’amore vince

papa san valentino

"L’amore vince, abbatte le frontiere, spezza le barriere
 fra gli esseri umani. L’amore crea una nuova società"
 (Giovanni Paolo II, 14 febbraio 1997)

Maria Serena di Gesù

Oggi ho scoperto una cosa: la gioia si può vedere in faccia. Era lei che mi sorrideva raggiante, questa mattina, dietro la grata del Carmelo di Firenze. “Figlia carissima, che cosa chiedi?”. E lei: “La misericordia di Dio, la povertà dell’Ordine e la compagnia delle Sorelle”. Poi, il nome nuovo: suor Maria Serena di Gesù. Non poteva essere più adatto, e più bello. È proprio lei.

Inviato speciale

computerIn questi giorni ho giocato a fare il giornalista inviato. A dire il vero, giocato mica tanto: ho mandato quattro lanci di agenzia e due pezzi lunghi… Però il tempo mi è rimasto per fare due passi in città. Un “pellegrinaggio” alla basilica di San Valentino (sì, perché è Terni la città in cui sono stato inviato!); qualche altra chiesetta romanica; il centro pedonale; una pizza con gli amici di InBlu, la radio della Cei; un salto in libreria… e anche dal calzolaio: appena arrivato mi si è rotta la cinghia della borsa!

scrivereIeri mattina, comunque, mi sembrava di essere a scuola: alla tavola rotonda sul tema dell’amore i partecipanti erano gli studenti delle scuole superiori! Una simpatica sorpresa, cui non è mancato un vivace dialogo tra i giovani e i relatori su Chiesa e sesso. E le domande di un ragazzo colombiano adottato da una famiglia di Terni. Studenti anche in albergo, questa notte. Studenti in gita scolastica… tranquilli però. E presto tocca a me, a Praga!

A cosa “serve” Dio?

Segnalibro prestigioso per il giorno di oggi, 4 febbraio 2006. Sono infatti cento anni esatti dalla nascita di Dietrich Bonhoeffer, il pastore protestante impiccato nell’aprile del 1945 nel campo di concentramento di Flossenburg. A soli 39 anni.

Trovo una sua penetrante riflessione nel libro che mi ha regalato l’altro ieri un’amica carissima: “Lunario dei giorni di quiete. 365 giorni di letture esemplari”. Una preziosa antologia di pensatori, poeti, teologi e letterati. Di Bonhoeffer riporta l’invito a liberarsi di un Dio “tappabuchi”, “tutore” da cui dipendere, per far spazio invece alla sua, paradossale forse ma bellissima, inutilità e gratuità. Ne ha parlato anche Etty, in passato, nel suo blog. Scriveva il teologo tedesco in “Resistenza e resa” parlando degli interrogativi fondamentali dell’esistenza:

bonhoefferDobbiamo trovare Dio in ciò che conosciamo; Dio vuole essere colto da noi non nelle questioni irrisolte, ma in quelle risolte… Gli uomini di fatto vengono a capo di queste domande – e così è stato in ogni tempo – anche senza Dio, ed è semplicemente falso che solo il cristianesimo abbia una soluzione per loro… Dio non deve essere riconosciuto solamente ai limiti delle nostre possibilità, ma al centro della vita; Dio vuole essere riconosciuto nella vita, e non solamente nel morire; nella salute e nella forza, e non solamente nella sofferenza; nell’agire, e non solamente nel peccato. La ragione di tutto questo sta nella rivelazione di Dio in Gesù Cristo – Egli è il centro della vita, e non è affatto “venuto apposta” per rispondere a questioni irrisolte.